Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
di Letizia Giangualano e Silvia Pasqualotto
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Sara è stata l'unica della sua classe del liceo a scegliere ingegneria. L'ha fatto perché ha sempre amato le materie scientifiche e ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia che l'ha sempre incoraggiata e aiutata a immaginarsi in quel ruolo. Oggi Sara lavora ad Harvard e guida un progetto di ricerca ambizioso su applicazioni biomediche. Di giovani con le sue aspirazioni nel nostro Paese ce ne sono molte, ma più della metà non riesce a renderle realtà.
Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Osservatorio inDifesa realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group, che ha coinvolto oltre 2000 ragazze adolescenti dai 14 ai 26 anni, il 53,96%, ritiene che le scelte riguardo agli studi futuri o alla carriera lavorativa, le ambizioni e le passioni vengano limitate da stereotipi e retaggi maschilisti. E il 20% non ha nessun modello di riferimento a cui ispirarsi.
Il risultato di questo contesto culturale è una ancora ridotta presenza di ragazze all'interno dei corsi di laurea Stem (Science, technology, engineering e mathematics), anche se in aumento rispetto all'ultima rilevazione. Se infatti nell'anno accademico 2020/2021 le ragazze immatricolate in area Stem erano il 39,4% (dati Censis), i nuovi dati raccolti da Almalaurea raccontano una lieve crescita. L'Indagine sul Profilo dei laureati Stem rivela infatti che pur essendo più elevata la componente maschile, che raggiunge il 59,1%, quella femminile è salita negli ultimi anni al 40,9%.
Non solo. Le donne sono più brave degli uomini visto che ottengono un voto medio di laurea più alto (104,2 su 110, rispetto al 102,3 degli uomini) e hanno una migliore riuscita in termini di regolarità negli studi: tra le donne il 57,6% ha concluso gli studi nei tempi previsti rispetto al 53,0% degli uomini.
Quando però si passa al mondo del lavoro, nonostante i maggiori sbocchi occupazionali e le più alte possibilità di guadagno che caratterizzano il settore Stem, le ragazze sembrano beneficiarne meno. L’Indagine sulla Condizione occupazionale di Almalaurea mostra che a 5 anni dalla laurea il tasso di occupazione è il 94,1% per gli uomini e il 90,9% per le donne. Mentre se si guarda alla retribuzione gli uomini percepiscono 1.837 euro rispetto ai 1.621 euro delle donne (+13,3%).