Mattarella: «Sorprendono atti violenza ora, quasi a voler bloccare ripresa». Messa: «Gli atenei tornino a essere frequentati e vissuti»
La ministra chiede un cambio di passo, frutto di una visione qualitativa e non quantitativa degli atenei
di Nicoletta Cottone
4' min read
4' min read
«La comune cultura d’Europa nasce in larga misura dalle sue università. Soprattutto da quelle sorte dopo l’anno mille, che hanno creato un tessuto di interscambio su cui si è impiantata la comune civiltà europea. Tra queste anche l’Università di Pisa». Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Pisa. Il capo dello Stato ha visitato Palazzo della Sapienza a Pisa, sede storica dell’Ateneo della città della Torre pendente, prima tappa della sua visita in città. Ha salutato il governatore toscano Eugenio Giani, il sindaco di Pisa Michele Conti, il presidente della Provincia pisana Massimiliano Angori che lo attendevano all’esterno della Sapienza. Poi il discorso alla Palacus per l’inaugurazione dell’anno accademico 2021/2022 dell’Università di Pisa, il 678/mo dalla sua fondazione.
«Sorprende violenza, crea tristezza più che allarme e ostaco la ripresa»
«Sorprende e addolora che proprio adesso - ha sottolineato il capo dello Statofacebndo riferimento alla protesta dei no green pass a Trieste - in questi momenti, non quando vi erano momenti con l’orizzonte oscuro, quando si temeva il crollo del Paese, ma oggi, adesso, in cui vediamo una ripresa incoraggiante, economicamente, socialmente, culturalmente, in cui il Paese si sta rilanciando, proprio adesso esplodono fenomeni, iniziative ed atti di violenza, di aggressiva contestazione, quasi a volere ostacolare, intercettare la ripresa che il Paese sta vivendo e che deve essere condotta a buon fine, con fatica, con impegno, ma in maniera indispensabile». Sono «comportamenti - ha aggiunto il capo dello Stato - che creano allarme, o meglio, creano tristezza, non molto allarme, perchè si infrangono contro la determinazione, il senso di responsabilità, il senso civico dei nostri concittadini, della stragrande parte, della quasi totalità dei nostri concittadini. Questa è la vera forza del nostro Paese, il senso civico che la nostra gente esprime, coltiva, manifesta e pone in essere. E di questo senso civico, di questo senso della comunità, gli atenei sono un punto di formazione decisivo».
Contrastare la deriva antiscientifica
Mattarella ha rilevato che l’Italia è nuovamente in un «momento irripetibile». E «grazie alla scienza, alle vaccinazioni, al comportamento dei nostri concittadini, allacoraggiosa scelta della Ue con grandi risorse consegnate, abbiamo di fronte a noi la possibilità irripetibile di rinnovare il nostro Paese. Non possiamo perdere questa occasione, dobbiamo collocarla a frutto, condurla a buon risultato». Il capo dello Stato, rifacendosi agli interventi precedenti, ha sottolineato ancora «l’esigenza di contrastare la deriva antiscientifica che si registra un po' ovunque, anche nel nostro Paese sia pure in piccole dosi per fortuna. Una deriva antiscientifica che mira a bloccare il futuro e porta a ricondurre tutto al passato».
L’anno accademico è un nuovo inizio
«Il rettore ha parlato di questo anno come di un nuovo inizio - ha sottolineato Mattarella - e lo è, naturalmente. Lo è senza alcun dubbio per le condizioni che abbiamo attraversato e per quello che riaprire in pieno l’attività accademica significa per il nostro Paese oltre che per l’Università. É un nuovo inizio che sovente siamo chiamati ad affrontare, la vita ci pone sovente rispetto a nuovi inizi». Mi vengono in mente, ha detto il capo dello Stato, « le parole che mille ottocento anni fa scriveva Gregorio di Nissa: si passa da un inizio all’altro, una serie di inizi che non avranno mai fine. Al di là del significato spirituale che attribuiva a queste parole, esprimono una grande fiducia nel futuro, una grande apertura verso il futuro». Perciò, ha aggiunto Mattarella, è necessario evitare «la pericolosa illusione di cercare nel recupero del passato presunte età d’oro. É sempre un pericolo questo, che pone a rischio la proiezione verso il futuro cercando di volgere lo sguardo verso il passato».
Occasione irripetibile di rinnovamento da non perdere
«Citando Calamandrei che nel ’46 parlava di un’occasione irripetibile di rinnovamento dell’Italia, siamo nuovamente in questa condizione grazie alla scienza, alla vaccinazione, al comportamento dei cittadini e alla coraggiosa scelta dell’Unione europea con grandi risorse consegnate. Abbiamo di fronte a noi la possibilità irripetibile di migliorare il nostro Paese: non possiamo perdere questa occasione», ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Pisa.
