Uno sguardo ai trend Hr per il 2023: la parola chiave è flessibilità
Le imprese devono muoversi più rapidamente e distribuire in modo modulare talenti, processi di lavoro e interazioni tra dipendenti
di Gianni Rusconi
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Flessibilità, accelerazione digitale, investimenti in tecnologie intelligenti, benessere finanziario dei dipendenti e gestione dei talenti: concetti se vogliamo noti, ma non per questo meno importanti nell’economia delle risorse umane anche per i prossimi mesi. Lo dice un’analisi condotta da Sd Worx, uno dei principali provider in Europa nel campo delle soluzioni Hr, secondo cui alla base di tutte le azioni che vedrà direttamente coinvolto il management aziendale deve esserci un cambio di mentalità cruciale, focalizzato sulla volontà di trasformare il cambiamento in opportunità.
La velocità dell’evoluzione che sta interessando trasversalmente il mondo delle risorse umane - fra nuovi modelli di business, il consolidamento dei mercati, l’accelerazione della digitalizzazione e la crescita esponenziale della domanda di figure professionali flessibili - impone necessariamente un approccio diverso rispetto al recente passato. Tutte le aziende, a prescindere da dimensioni e settore di competenza, sono quindi chiamate ad organizzarsi in modo flessibile (per potersi muovere più rapidamente) e a distribuire in modo modulare talenti, processi di lavoro e interazioni tra dipendenti anche con l'ausilio di strumenti tecnologici dedicati.
La flessibilità e la fluidità delle risorse umane, questo l’assunto dell'analisi, saranno i concetti chiave del 2023 perché i confini fra i diversi reparti dell’organizzazione stanno scomparendo, la consapevolezza di un approccio altamente personalizzato nei confronti dei dipendenti si sta facendo strada e la priorità di tutti è capire come i talenti (anche quelli assunti a tempo determinato) possano completarsi a vicenda nel miglior modo possibile.
La flessibilità, secondo gli esperti di Sd Worx, è anche il motore che alimenta la digitalizzazione del comparto HR: se lo scoppio della pandemia di Covid-19 ha sancito l’accelerazione del processo di trasformazione legato alle nuove tecnologie, per la maggior parte delle organizzazioni la maturità digitale è ancora un traguardo da conquistare. E di conseguenza questo aspetto, e in particolare la necessità di superare la frammentazione delle applicazioni e di passare a soluzioni integrate all’interno di un’unica piattaforma, rimane al centro dell’attenzione per i responsabili delle risorse umane anche per il 2023 e oltre.
Un’altra voce da cerchiare in rosso nelle agende di chi guida le imprese è quindi lo “Smart Spend Management”. Cosa significa? Nel post pandemia, le aziende stanno valutando in modo più misurato i loro investimenti e selezionando in modo più attento gli strumenti per supportare i dipendenti in modo più integrato. Se portare all’esterno i processi di payroll sarà una delle priorità per meglio concentrare le risorse disponibili sul core business, il benessere finanziario dei lavoratori sarà oggetto di maggiore considerazione attraverso l’inclusione di premi “intelligenti” nelle politiche retributive, con opzioni personalizzate basate sul modello “pay on demand” o premi flessibili in cui i dipendenti determinano parzialmente la composizione del loro compenso.

