Siderurgia

Urso: «Cinque multinazionali interessate all’ex Ilva»

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha incontrato a Genova commissari, lavoratori e istituzioni. Governo al lavoro sul piano industriale

di Raoul de Forcade

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(IMAGOECONOMICA)

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«Per l’Ilva ci sono cinque multinazionali interessate». È quanto ha spiegato, il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, nel corso di un incontro con i lavoratori e i sindacati all’interno dello stabilimento ex Ilva di Genova Cornigliano.

Urso ha affermato che, «qualunque investitore entri», verrà applicata la norma del golden power, «la procedura per cui il Governo può porre dei divieti, in alcuni casi, o prescrizioni per garantire il livello produttivo e gli investimenti». Il ministro ha inoltre aggiunto che il Governo è «al lavoro sul piano industriale» dell’Ilva.

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«Ieri a Bruxelles – ha proseguito - ho incontrato» il commissario Ue per il Mercato interno e i servizi, Thierry Breton, «al quale ho illustrato le nostre intenzioni sull’Ilva» con l’obiettivo di «farci dare il via libera al prestito ponte, autorizzando, quindi, le risorse indirizzate con il dl ex Ilva che la prossima settimana sarà in Parlamento».

Accordo con fornitori e clienti

Con quel decreto, ha proseguito, «abbiamo garantito una parte significativa delle risorse del patrimonio destinato proprio alla salvaguardia ambientale degli stabilimenti. In una prima fase, saranno 150 milioni di euro. Abbiamo creato le condizioni di una migliore cassa, attraverso una moral suasion, sia con alcune società che forniscono materie prime, che ci hanno garantito la fornitura di materiale con pagamento differenziato, sia attraverso alcuni clienti, che hanno invece garantito il pagamento anticipato delle fatture in scadenza».

Nelle prossime settimane, ha chiarito Urso, «i commissari straordinari dell’ex Ilva dovranno presentare un piano industriale convincente, che dimostri come il prestito ponte da 320 milioni di euro potrà essere restituito nei tempi previsti. È una garanzia per i lavoratori e per il rilancio produttivo dell’azienda».

Possibile redistribuzione delle aree

Il ministro non ha escluso, poi, una redistribuzione delle aree produttive dell’ex Ilva: «Se è possibile farlo a Piombino - ha detto - lo si può fare anche altrove e quindi anche a Genova e a Taranto. I lavoratori chiedono che le aree restino produttive. L’obiettivo è mantenere le aree produttive, magari non la stessa produzione, ma l’importante è che restino attività produttive».

Giancarlo Quaranta, uno dei commissari nominati dal governo per il salvataggio dell’ex Ilva, ha sottolineato, a sua volta, che «sta per partire, a breve, una mappatura degli impianti» della fabbrica «per capire gli interventi da fare». Una mappatura, ha specificato, che servirà per capire quali impianti «necessitano di una manutenzione ordinaria e quali invece di una straordinaria. In questo contesto è importante il coinvolgimento di tutti i lavoratori».

Il governatore della liguria, Giovanni Toti, invece, ha espresso soddisfazione per il fatto che «il ministro Urso abbia tolto lo stabilimento ex Ilva di Genova dall’incertezza, tracciando una via che porterà al rilancio della siderurgia nel nostro Paese. Al tempo stesso, si lavorerà per aumentare la capacità di questo sito produttivo così importante per Genova e la Liguria, ampliandolo anche a ulteriori lavorazioni che portino benessere e occupazione».

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