L’agenzia

UsAid: licenziate 1.600 persone, quasi tutti i dipendenti in congedo

La decisione arriva dopo che venerdì un giudice federale aveva autorizzato l’amministrazione Trump ad andare avanti con il suo piano

FILE PHOTO: A person leaves flowers, next to a USAID sign which is covered over, at the agency's headquarters in Washington, U.S., February 7, 2025. REUTERS/Nathan Howard/File Photo

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Il processo di smantellamento dell’Agenzia per lo sviluppo internazionale (UsAid) si è avviato verso quella che sembra la sua fase finale. È stato comunicato a quasi tutti i dipendenti, tranne una minima parte, in tutto il mondo che da oggi lunedì 24 febbraio saranno in congedo, mentre per almeno 1.600 dipendenti negli Stati Uniti è arrivata direttamente la lettera di licenziamento.

La decisione arriva dopo che venerdì un giudice aveva autorizzato l’amministrazione Trump ad andare avanti con il suo piano per licenziare migliaia di dipendenti dell’UsAid negli Stati Uniti e in tutto il mondo: il giudice distrettuale Carl Nichols ha infatti respinto le richieste di risarcimento presentate dai dipendenti in una causa che si proponeva di bloccare temporaneamente il piano del governo.

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«Alle 23:59 di domenica 23 febbraio 2025, alle 12:00 EST, tutto il personale assunto direttamente dall’UsAid, ad eccezione del personale designato responsabile di funzioni critiche per la missione, leadership di base e/o programmi appositamente designati, sarà posto in congedo amministrativo a livello globale»: è questo il testo dell’avviso inviato ai lavoratori dell’UsAid e visionato direttamente dall’agenzia di stampa Associated Press.

Contemporaneamente, l’agenzia ha dichiarato nelle notifiche ai dipendenti che avrebbe avviato un processo di licenziamenti denominato «riduzione del personale», che avrebbe eliminato 2.000 posti di lavoro negli Stati Uniti. Una versione dell’avviso pubblicata in seguito sul sito web dell’UsAid ha abbassato il numero delle posizioni da eliminare, a 1.600. L’amministrazione non ha fornito alcuna spiegazione per questa discrepanza. L’UsAid e il Dipartimento di Stato non hanno risposto immediatamente ai messaggi che chiedevano un commento.

Nel giro di poche ore da tale avviso, i singoli dipendenti hanno iniziato a segnalare di aver ricevuto la notifica del loro imminente licenziamento a seguito della riduzione del personale.

Il vicedirettore dell’UsAid, nominato da Trump, Pete Marocco, ha dichiarato che nel frattempo intende mantenere al suo posto circa 600 dipendenti, per lo più residenti negli Stati Uniti.

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