L’intervista al gestore

«Utili delle società quotate, l’aria è già cambiata: chi investe guardi ai megatrend»

Il punto di vista di Zehrid Osmani di Martin Currie (gruppo Franklin Templeton)

di Maximilian Cellino

 Zehrid Osmani  di  Martin Currie (gruppo Franklin Templeton

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«Non fidatevi di questi risultati: raccontano ciò che è successo fino a questo momento, ma lo scenario che abbiamo di fronte nei prossimi mesi è ben differente ed è sempre più probabile che il 2022 si trasformi in un anno senza crescita per gli utili aziendali». Zehrid Osmani guida il Team Global Long-Term Unconstrained di Martin Currie (gruppo Franklin Templeton) e preferisce andare con i piedi di piombo di fronte al dato eclatante che indica per le società comprese nell’indice europeo Stoxx 600 una crescita annua del 42,4% degli utili nel primo trimestre, ben oltre le stime iniziali degli analisti, e proietta a +14,7% il dato complessivo sull’intero 2022.

«Il deterioramento delle prospettive economiche porterà a revisioni al ribasso delle aspettative di crescita dei profitti e temo che stiamo per entrare in una fase deludente per i bilanci nei prossimi due o quattro trimestri», spiega a Il Sole 24 Ore il gestore dal passato decennale in BlackRock, che è così pronto a rivedere le proprie stime per l’anno in corso: secondo Franklin Templeton l’aumento degli utili sarà del 4% anziché del 7% a livello globale, mentre per l’Europa e il Regno Unito si rischia addirittura una «crescita zero».

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Siete più prudenti rispetto agli altri analisti, perché?

La frenata degli indicatori di fiducia che anticipano le tendenze macroeconomiche è ormai sotto gli occhi di tutti, soprattutto in Cina dove si deve fare i conti con la politica tolleranza zero nei confronti del Covid. Un rallentamento globale resta lo scenario più atteso, con una probabilità del 60-65% di verificarsi, ma non si può neppure escludere una stagflazione, evento che adesso stimiamo al 10-15% da meno del 5% di inizio anno. L’Europa appare l’area più vulnerabile sia al ciclo economico globale, sia alle vicende legate alla guerra fra Russia e Ucraina.

Eppure le valutazioni dei titoli europei appaiono relativamente a buon mercato rispetto ad altre aree del mondo quali per esempio gli Stati Uniti.

Se guardiamo a un indicatore come lo Shiller price/earnings che tiene conto del ciclo economico le valutazioni sono in effetti più favorevoli in Europa e Asia rispetto agli Usa. Penso che la correzione in atto sui mercati da inizio anno offra un livello di ingresso interessante per un investitore a lungo termine, ma ciò non toglie però che un approccio selettivo basato sulla selezione dei titoli sarà ancora più fondamentale alla luce delle crescenti incertezze geopolitiche ed economiche.

A cosa deve guardare un investitore?

Occorre concentrarsi su società sottovalutate che operano in settori con elevate barriere all’ingresso, che hanno posizioni di mercato dominanti, un forte potere di determinazione dei prezzi e un basso rischio di coinvolgimento nei processi di cambiamento in atto. I tre megatrend legati al cambiamento demografico, allo sviluppo tecnologico e alla scarsità di risorse permettono inoltre di cogliere temi di crescita strutturale a lungo termine allineati a un mondo in transizione verso un futuro più sostenibile.

Vedete opportunità simili anche nel nostro paese?

Molte quotate italiane sono leader in ambiti specifici e offrono un’esposizione al ciclo economico globale, oltre che ad alcune tematiche quali l’urbanizzazione e lo sviluppo della classe media nei Paesi emergenti. Moncler si è per esempio mostrata abile nell’essere innovativa e nel continuare ad attirare i consumatori con il proprio marchio. Ferrari, con la sua presenza nel segmento a maggior valore del settore auto, ha una forte capacità di imporre prezzi e di generare quindi ritorni elevati. Sono entrambe società ben guidate, che dominano nei settori in cui operano e restano focalizzate sulla remunerazione del capitale.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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