Vaimoo: «L’e-bike sharing made in Italy scelto in Europa è pronto per l’intermodalità»
Il ceo e fondatore Matteo Pertosa racconta il successo nelle capitali green nordeuropee e i progetti in Italia
di Alessandra Capozzi
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'idea è made in Italy ma il successo è europeo. Vaimoo, unica italiana ad essersi aggiudicata il Ces 2021 Innovation Awards di Las Vegas, è una la soluzione completa di e-bike sharing (biciclette elettriche, stazioni di ricarica e app per l'utilizzo del servizio) del Gruppo Angel, pensata per la mobilità urbana sostenibile e inclusiva e progettata per poter essere rapidamente integrata con i sistemi di trasporto esistenti.
Già adottata dalle capitali nordeuropee green come Copenaghen, Rotterdam e da qualche settimana Stoccolma, oltre che nel Regno Unito e in Polonia, si prepara alle città italiane, partendo dalla ‘sua' Bari, e a nuovi progetti intermodali «per dare accesso alla mobilità ad una fascia di popolazione che sia la più ampia possibile» come racconta il ceo e fondatore Matteo Pertosa a SustainEconomy.24, report di Radiocor e Luiss Business School.
L’idea è made in Italy ma il successo è estero. Qual è stata l’idea di Vaimoo e qual è la caratteristica vincente?
«È nata da un paio di intuizioni: la prima che la mobilità elettrica sarebbe stata un driver importante per lo sviluppo della mobilità urbana in generale e dell'ultimo miglio in particolare; la seconda è che per mettere insieme questa tipologia di prodotti bisognava dominare tante componenti tecnologiche, dalla meccanica all'hardware al software e questo poteva essere un vantaggio competitivo. Abbiamo iniziato ad investire, quindi, in questo business e in questo nuovo mercato un po' di tempo fa, prima degli altri, e questo ci ha dato un vantaggio e consente oggi di fare leva su questo vantaggio. Il mercato della mobilità dell'ultimo miglio ha dato vita e sta dando vita a tantissimi nuovi servizi, sia di sharing che di delivery e noi siamo tra le 3-4 società nel mondo, in questo momento, che stanno affrontando questo tema e siamo gli unici europei a competere con società cinesi. L'intera soluzione, sia la parte hardware (anche la bici stessa) sia software, è prodotta in Italia, che è un grande Paese manufatturiero e con tantissime competenze».
Siete presenti in varie città all’estero, ma l’Italia?


