Valle d’Aosta, idea mini invasi per risolvere l’emergenza idrica
Cremonese (Arpa regionale): «Manca metà della neve necessaria, difficile recuperare». Carrel (assessore Agricoltura): «Lavoriamo su due fronti, per ridurre le perdite e per l’accumulo»
di Carlo Andrea Finotto
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Foraggio, frutteti, colture orticole, vigneti, allevamenti di bestiame, produzione di latte e fontina: l’allarme siccità in Valle d’Aosta coinvolge l’intero sistema agroalimentare, ma non risparmia neppure la produzione di energia idroelettrica e la fornitura di acqua potabile. Il territorio regionale non fa eccezione in un panorama di crisi che lo accomuna a buona parte del Nord Italia: «Precipitazioni bassissime (a parte nel mese di dicembre) e poi molto caldo: quindi la neve caduta si è quasi tutta sciolta. In più, due anni di fila di criticità rendono la situazione più complicata e generano un forte stress per tutto il sistema» sintetizza Edoardo Cremonese, esperto di cambiamenti climatici di Arpa Valle d’Aosta.
«Lo scorso anno lo stock idrico nivale (vale a dire la quantità d’acqua immagazzinata nella neve in alta quota) ha toccato i minimi da 20 anni: il 50-60% in meno rispetto alla media. Quest’anno va un po’ meglio, con un dato più basso di circa il 50% rispetto alla media, ma dobbiamo fare i conti con la situazione pregressa che non ha consentito al sistema di ricaricarsi» spiega Cremonese.
Bastano pochi numeri per chiarire quanto lo scenario sia serio: a fronte di una media di 980 milioni di metri cubi di neve accumulata, l’anno scorso ce n’erano 470 milioni, quest’anno 530 milioni.
«Bisogna correre ai ripari al più presto, per questo sollecitiamo l’intervento deciso e il sostegno da parte della politica» afferma Alessio Nicoletta, presidente della Coldiretti regionale, che rappresenta circa l’85% delle aziende del settore iscritte alla Camera di commercio (oltre 1.200 su 1.450) e il 69% della superficie aziendale (42mila ettari su 60mila).
Nicoletta sottolinea come vi siano «già alcuni comuni in difficoltà. La situazione è preoccupante. Tuttavia siamo convinti che la scommessa si possa vincere in modo trasversale, tutti insieme: abbiamo un territorio che si presta alla creazione di piccoli invasi nel rispetto dell’ambiente».


