Ciclismo

Van der Poel trionfa in una epica Sanremo battendo in volata Ganna e Pogacar

Allo sprint ha avuto la meglio l’olandese, che è scattato al cartello dei 300 metri senza lasciare speranze all’italiano, spossato dalla rincorsa ai due rivali ripresi solo a due chilometri dall’arrivo, e al fuoriclasse sloveno, che aveva provato di tutto nelle salite per scrollarsi i rivali di dosso

di Dario Ceccarelli

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Memorabile! Un formidabile poster del ciclismo. Difficile trovare altre parole per questa Milano-Sanremo vinta da Mathieu Van der Poel (che fa il bis del 2023) davanti Filippo Ganna e al marziano Tadej Pogacar.

Attenti a quei tre. Tre campioni stellari sul podio dopo un finale talmente emozionante che verrà incorniciato nella storia di questo sport.

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Per un pigro automatismo, in questi casi, ci si richiama al leggendario ciclismo eroico, quello delle grande imprese del Dopoguerra o degli Anni Settanta quando dominava Eddy Merckx, gigante imprescindibile che in carriera ha conquistato ben 7 volte la classica dei fiori.

Questa volta però non bisogna tornare indietro, richiamarci ai passati gloriosi di uno sport che, anche adesso, anzi forse mai come adesso con questa generazione di fenomeni, ci regala pagine indimenticabili.

Una corsa bellissima, fredda e piovosa nella prima parte fino al Turchino, con un sole tiepido nella seconda sul mare quando il solito gruppetto di coraggiosi guadagna oltre 4 minuti di vantaggio sul resto della carovana.

Ma la corsa, quella vera, è esplosa a circa 25 chilometri dal traguardo, sulla salita della Cipressa, snodo importante della classica di primavera. Qui c’è la prima esplosione innescata dal campione del mondo, Tadej Pogacar, l’uomo da battere, il nuovo fenomeno che ha quasi vinto tutto, ma non questa fascinosa classica che continua sfuggirgli delle dita come un gioiello prezioso.

Tadej sa che la Sanremo è una corsa strana, dove non basta essere più il forte. Così lo sloveno dà la sua prima sgommata: un accelerazione secca che spacca il gruppo ma non sorprende gli altri due rivali, l’olandese Van der Poel, e il nostro Filippo Ganna, campione della pista e del cronometro, ma determinatissimo questa volta a non mollare il colpo, a dimostrare che anche lui, il granatiere di Verbania, può dire la sua.

Niente da fare, Pogacar non riesce a scrollarseli di dosso. Vanno su come delle furie, meno di 9 minuti. E il risultato si vede: il plotone è frantumato da questi tre forsennati che in breve guadagnano quasi un minuto. Dagli anni Novanta non si vedeva una selezione così feroce sulla Cipressa.

I tre scendono, procedono insieme sul lungo mare, e poi di nuovo ripartono sul Poggio, l’ultimo giudice della Sanremo, quello che di solito fa la differenza. Pogacar ci riprova: una-due-tre volte, diverse stoccate che però non feriscono l’olandese. Anzi, quando il Poggio sta per finire, Mathieu una sgasata la dà pure lui. Giusto Per far vedere al Marziano che non ha paura, anzi. Se non sta in campana, sono io a staccarlo, fa capire Van der Poel, nipote del leggendario Poulidor e già primo alla Sanremo 2023.

In questa sarabanda di scatti e controscatti, l’unico a soffrire un po’ è Ganna, che però non demorde. Testardo e potente, sale in progressione riagganciando i due alla fine della discesa del Poggio. Eccoli qua, i magnifici tre, il meglio del ciclismo mondiale. Mancano meno di due chilometri e cosi, mentre il gruppo recupera qualcosa, si avvicinano al traguardo. Sembra una sfida al tramonto, come in un film di Sergio Leone quando stanno per sparare ma c’è un attimo di sospensione. Alla fine, ai trecento metri, è Van der Poel a prendere l’abbrivio. Uno scatto lungo, sufficiente però a mettere in fila gli altri due. Ganna, bravissimo, è secondo. Pogacar deve accontarsi del terzo posto. Formidabile, certo, però il vero sconfitto di giornata è lui che pur avendo fatto il diavolo a quattro per vincere deve accontentarsi del posto meno brillante sul podio. Lo sloveno è però bravo a mascherare la delusione:

«Più di così non potevo fare, loro erano più veloci, per staccarli avrei dovuto avere una salita molto più lunga della Cipressa. Quindi non ho rimpianti perchè ho fatto il massimo…», spiega Tadej.

E’ invece una festa per Mathieu Van der Pole, 30 anni, subito abbracciato dalla fidanzata Roxanne. «Per me rivincere una corsa come questa per la seconda volta è davvero straordinario. Sono felicissimo. Tadej ha tentato più volte di staccarmi, ma io stavo troppo bene e gli ho sempre risposto. Se Tadej è arrabbiato con me? Non credo proprio, siamo amici, si rifarà la prossima volta».

Grande talento l’olandese, campione antico e moderno allo stesso tempo, vero numero uno delle classiche. Ne ha vinte sette: tre Giri delle Fiandre, due Parigi-Roubaix e ora due Milano-Sanremo. Un mattatore, un cacciatore seriale di traguardi e speciale collezionista di maglie arcobaleno: una su strada nel 2023 e sette nel ciclocross.

Suo padre è Adrie, già vincitore di un Fiandre e di una Liegi-Bastogne- Liegi. Suo nonno l’indimenticabile Raymond Poulidor, primo anche alla Sanremo del 1961.

Infine Pippo Ganna, ancora secondo come nel 2023, straordinario combattente in un finale che l’ha opposto a due giganti. Che fosse un campione anche su strada lo si poteva intuire. Ma questa volta l’ha definitivamente confermato. «Certo che sono contento, anzi sono felice», spiega Ganna. «Ho dato tutto quello che potevo dare per rendere indimenticabile questo sabato. Due volte sul podio in pochi anni, è già tanto. Forse dovevo anticipare Van der Poel, ma non importa. Sarà per la prossima volta…».

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