Variante Epsilon, che cosa sappiamo finora
La variante Covid B.1.427/B.1.429, denominata Epsilon, è stata identificata per la prima volta in California, negli Stati Uniti, all'inizio del 2021 e “battezzata” a marzo
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Una nuova variante del Coronavirus, denominata Epsilon, preoccupa particolarmente i virologi perché può far ammalare chi è vaccinato o già guarito dal virus. Lo ha detto in audizione in commissione comunale Ambiente, a Pescara, Paolo Fazii, primario della Unità operativa complessa di virologia e microbiologia della Asl del capoluogo adriatico. Ci sono solo due casi riconosciuti in Italia di questa variante che sta arrivando dai Paesi più poveri del pianeta.
La variante Covid B.1.427/B.1.429, denominata Epsilon, è stata identificata per la prima volta in California, negli Stati Uniti, all'inizio del 2021 e “battezzata” a marzo. A rilevare le mutazioni è stata una ricerca coordinata dal biochimico Matthew McCallum, dell'Università di Washington a Seattle, e pubblicata sulla rivista Science.
Maggiore resistenza agli anticorpi
La variante Epsilon è ancora poco diffusa in Europa e sono solo due i casi rilevati in Italia secondo la banca internazionale Gisaid, che raccoglie le sequenze genetiche dei virus. Lo studio pubblicato su Science sottolinea l'importanza del sequenziamento come una delle armi più importanti per contrastare la circolazione del virus.
L'approfondimento di ricerca coordinata da McCallum, basata sull'analisi di 57 campioni, ha permesso di rilevare ben tre mutazioni che la rendono resistente agli anticorpi e che si trovano sulla proteina Spike, l'artiglio che il virus usa per entrare nelle cellule. I dati indicano che, con le sue tre mutazioni, la variante Epsilon è resistente sia agli anticorpi generati dai vaccini a Rna messaggero sia a quelli generati dall'infezione da virus SarsCoV2.
Le osservazioni pubblicate si basano sull'analisi del plasma prelevato da 15 persone vaccinate con due dosi di Moderna, da 33 vaccinate con due dosi di Pfizer-BioNtech e da 9 che avevano avuto l'infezione da SarsCoV2.

