Il rischio del potere in mano di pochi. Il nodo delle “fake news”
E come ogni prodotto dell’ingegno umano, anche l’IA può essere diretta verso «fini positivi o negativi», sottolinea Antiqua et Nova. Non nega che l’Intelligenza Artificiale possa introdurre «importanti innovazioni» in vari campi si rischia anche di aggravare situazioni di marginalizzazione, discriminazione, povertà, «divario digitale», disuguaglianze sociali. A sollevare «preoccupazioni etiche» è in particolare il fatto che «la maggior parte del potere sulle principali applicazioni dell’IA sia concentrato nelle mani di poche potenti aziende» così che questa tecnologia finisca ad essere manipolata per «guadagni personali o aziendali» o ad «orientare l’opinione pubblica verso l’interesse di un settore».
A proposito di fake news il documento rammenta il serio rischio che l’IA «generi contenuti manipolati e informazioni false» così da alimentare una “allucinazione” da IA, con contenuti non veritieri che sembrano reali. Ancora più preoccupante è quando tali contenuti fittizi sono usati intenzionalmente a fini di manipolazione. Ad esempio, quando si divulgano intenzionalmente immagini, video e audio deepfake (rappresentazioni modificate o generate da algoritmo) per «ingannare o danneggiare» . L’appello del Vaticano, e quindi del Papa, è quindi ad avere sempre «cura di controllare la veridicità» di quanto divulgato e a evitare, in ogni caso, «la condivisione di parole e immagini degradanti per l’essere umano”, escludendo “ciò che alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi».
Guerra, nessuna macchina dovrebbe scegliere se togliere la vita
Le «capacità analitiche» dell’IA potrebbero essere impiegate per aiutare le nazioni a ricercare pace e sicurezza, ma «grave motivo di preoccupazione etica» sono i sistemi di armi autonome e letali, in grado di «identificare e colpire obiettivi senza intervento umano diretto». Il Papa ha invitato con urgenza a bandirne l’uso, come ha detto al G7 in Italia: «Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita ad un essere umano». Le macchine in grado di uccidere con precisione in modo autonomo e altre capaci di distruzione di massa sono una minaccia vera e propria per «la sopravvivenza dell’umanità o di intere regioni». Queste tecnologie «danno alla guerra un potere distruttivo incontrollabile, che colpisce molti civili innocenti, senza risparmiare nemmeno i bambini», denuncia Antiqua et Nova. Per evitare che l’umanità precipiti in «spirali di autodistruzione», è necessario allora «assumere una posizione netta contro tutte le applicazioni della tecnologia che minacciano intrinsecamente la vita e la dignità della persona umana».