«Vendere funzionalità delle reti intelligenti agli Over the top apre nuove opportunità per le telco»
Una dimostrazione per i clienti Ericsson ci sarà al Mobile Congress di Barcellona, anticipa Andrea Missori, ceo del gruppo svedese in Italia
di Simona Rossitto
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Vendere le funzionalità delle reti intelligenti agli Ott attraverso Api (un interfaccia di programmazione delle applicazioni): è questa una strada, in attesa del fair share, per riequilibrare i rapporti tra il mondo telco e gli Over the top tipo Google e Meta. «Al Mobile World Congress di Ericsson – anticipa Andrea Missori, responsabile area Sud Est Mediterraneo ed Eurasia di Ericsson e amministratore delegato di Ericsson in Italia, a DigitEconomy.24, report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit'Ed, gruppo attivo nella formazione e nel digital learning - si potrà assistere a una prima dimostrazione delle potenzialità. Per Ericsson, le Api rappresentano una nuova opportunità di crescita per l'intero settore telco». Rapporti con gli Ott a parte, il settore telco è comunque in difficoltà, stretto tra ricavi decrescenti e investimenti crescenti. Di fronte a questo scenario per Missori il consolidamento del mercato può essere una strada: consolidamento che dove c'è stato, «sta portando risultati». Dal punto di vista di un vendor come Ericsson, il consolidamento riduce il numero di clienti, ma è preferibile «avere tre clienti in buona salute anziché cinque che non hanno certezze sugli investimenti. Conseguentemente se loro investono sulla rete, noi possiamo investire sulla ricerca e lo sviluppo e fornire prodotti sempre più efficienti».
Il settore telco con quale lavorate è in difficoltà e nel frattempo ci sono stati tanti tavoli al governo per cercare delle soluzioni. Favorire il consolidamento degli operatori può essere una strada?
Il governo è attento, è un governo che si sta muovendo, secondo me si stanno anche prendendo un po' di tempo per valutare bene. Occorre tuttavia tener a mente che, ci piaccia o meno, siamo autonomi fino a un certo punto. L'Italia è inserita nel contesto europeo e quello delle tlc è un settore fortemente regolato e gestito dall'Europa. Certamente su alcune delle tematiche l'Italia può sicuramente dire la sua, ma al tavolo in cui si prendono decisioni, si prendono decisioni per tutta l'Europa. L'arbitro, su alcuni snodi chiave, è la Commissione europea. Quali potrebbero essere i vantaggi del consolidamento? Io parto dai numeri. Il consolidamento sta portando dei risultati su mercati molto grandi, tipo gli Usa, dove a seguito del merger tra T-Mobile e Sprint, l'ebitda è salito per tutti e tre grandi operatori nazionali. Nel Brasile, ad esempio, il consolidamento da 5 a 3 ha avuto un effetto immediato: stanno crescendo Tim Brasil, Claro e Vivo. Ed è una crescita sana. Crescere non è solo un valore economico, ma è un valore perché dà possibilità di investire sulla rete. La finalità del consolidamento è anche, dunque, dare capacità agli operatori di costruire le reti. L'Italia è un mercato da questo punto di vista problematico, iper-competitivo. Un sano consolidamento permetterebbe agli operatori di continuare a investire.
S arebbe auspicabile un consolidamento anche a livello europeo?

