Il progetto.

Venezia, partono i lavori al Bosco dello Sport Stadio pronto nel 2026

L’opera vale complessivamente 305 milioni: include anche la casa del Venezia Fc in corsa per la promozione nel vecchio impianto di S. Elena

di Barbara Ganz

 Un rendering preliminare del nuovo stadio e, in basso, l’attuale stadio di Venezia, sull’Isola di Sant’Elena, nella laguna veneziana

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Un anno fa, di questi tempi, il progetto della Città metropolitana per un grande complesso sportivo immerso nel verde, a ridosso dell’aeroporto di Tessera e collegato alla rete autostradale e ferroviaria, sembrava destinato a fallire, dopo che la Commissione europea aveva escluso che l’opera potesse rientrare fra i progetti da finanziare con i fondi del Pnrr. La natura del sito - un’area agricola a suo tempo scelta per lo sviluppo commerciale e ricettivo - non aveva le caratteristiche di degrado sociale e ambientale tali da giustificare un intervento di riqualificazione da 300 milioni di euro.

Un anno dopo, archiviata la bocciatura e messo mano a un nuovo piano economico-finanziario, i cantieri del Bosco dello sport sono ai nastri di partenza. A poca distanza dall’aeroporto di Tessera sorgerà entro fine 2026 uno stadio da sedicimila posti a sedere, un’arena-palasport per 10mila spettatori, aree per l’attività sportiva libera, il tutto immerso in un’area verde con 100mila nuove alberature. Il tutto collegato al sistema viario e alla bretella ferroviaria in costruzione che porterà all’aeroporto Marco Polo: un’infrastruttura anch’essa legata allo sport e collegata alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

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Per riuscirci il Comune di Venezia ha dovuto fare ricorso a risorse proprie, integrate da 93,5 milioni di euro derivanti dai Fondi per i Piani urbani integrati e il Piano nazionale complementare. Il costo complessivo dell’opera, lievitato rispetto al progetto originario per l’aumento del costo per le materie prime, si aggira ora sui 305 milioni di euro. La fase esecutiva è stata suddivisa in cinque bandi di gara per la viabilità, le opere ambientali e di urbanizzazione, la progettazione e realizzazione dell’arena e dello stadio. Se per i primi quattro bandi la scelta è ricaduta su un unico concorrente, la gara per lo stadio, aggiudicata nelle ultime settimane, ha richiesto tre mesi di lavoro alla commissione che, fra cinque soggetti in gara, ha scelto il raggruppamento di imprese composta da Costruzioni Bordignon, Fincantieri infrastrutture e Ranzato impianti (progettisti Maffeis engineering, Populous Limited, Seingim global service, Soil engineering e Gae engineering), che ha presentato un’offerta da 73,5 milioni di euro.

Il pool di progettisti vanta un’esperienza specifica nella realizzazione di impianti sportivi - dallo stadio dell’Atletico Madrid all’Aviva stadium di Dublino - mentre la costruzione vera e propria sarà compito di un’impresa veneta (la Bordignon costruzioni di Volpago del Montello), con Fincantieri infrastrutture incaricata della copertura in acciaio dell’impianto. Quest’ultimo avrà dimensioni limitate, con una capienza ridotta a sedicimila posti a sedere, e sarà destinato a diventare la sede del Venezia Fc, al momento in corsa per la promozione in serie A nel vecchio impianto di Sant’Elena, il secondo stadio più vecchio d’Italia ristrutturato a spese della società a guida americana del presidente Duncan Niederauer.

A caratterizzare l’operazione, nel panorama dei nuovi impianti sportivi italiani, è proprio l’iniziativa pubblica, con il Comune di Venezia promotore di un progetto che nelle intenzioni dovrà vivere tutto l’anno: la stessa arena, che avrà come “inquilino” privilegiato la Reyer del sindaco Luigi Brugnaro, è pensata come contenitore di eventi e spettacoli, con spazi commerciali e punti di ristoro, con un layout esterno che si richiama alle murrine in vetro di Murano.

Al Bosco dello sport si potrà arrivare in auto, treno ma anche in bicicletta, lungo le ciclovie che da Mestre e Tessera porteranno al complesso sportivo immerso nel verde. Nel piano ipotizzato ormai due anni fa dalla Città Metropolitana veniva sottolineato il limitato impatto ambientale dell’opera. Rispetto alle previsioni originarie del Pat per il Quadrante di Tessera sono stati eliminati qualcosa come seicentomila metri cubi di cemento a favore della riqualificazione ambientale dell’area. Una sottolineatura che non è bastata a superare le critiche dell’opposizione e del mondo ambientalista, che avrebbero preferito investire altrove le risorse pubbliche. Ora però il Bosco dello sport ha ottenuto il via libera, il plauso del ministro dello sport Andrea Abodi che ha definito “affascinante” il progetto e soprattutto i fondi del Governo che consentiranno di realizzare l’opera. Un sogno, per quanto riguarda lo stadio, inseguito da oltre quarant’anni, che aveva indotto a suo tempo lo scomparso Maurizio Zamparini a investire nel progetto, salvo poi virare su Palermo, una volta constatato lo stallo prolungato del progetto.

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