Verso un lavoro inclusivo: la condizione dei disabili in Italia
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“I principi stabiliti dalla Convenzione Onu del 2006 – ha dichiarato il presidente Mattarella - costituiscono pietre miliari ed elementi integranti del diritto nazionale per effetto della ratifica da parte della Repubblica Italiana, in ossequio alla nostra Costituzione che promuove l’eguaglianza, l’inclusione e il pieno godimento dei diritti fondamentali per tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione. È un obiettivo fatto proprio dalla Strategia europea sulla disabilità 2021-2030 per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e garantire la loro piena partecipazione nella società europea”.
Durante il “G7 inclusione e disabilità”, evento in tre giorni svoltosi in Italia nel mese di ottobre, ministri e capi delegazioni di varie parti del mondo, che si occupano di disabilità e inclusione, si sono riuniti per discutere di queste tematiche e trovare soluzioni comuni. È nata così la Carta di Solfagnano, documento in 8 punti firmato a conclusione del G7, un documento che, ispirandosi alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, pone l’attenzione sugli strumenti necessari a favorire l’inclusione e la partecipazione attiva dei disabili nella vita sociale, economica e politica del Paese.
In Italia, il tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è al centro di un dibattito che ha assunto sempre maggiore rilevanza negli ultimi anni. Secondo l’Istat, nel nostro Paese solo il 20% delle persone con disabilità tra i 15 e 64 anni ha un impiego, a fronte della media Ue che si attesta a quota 50%. La consapevolezza che una piena partecipazione al mondo del lavoro rappresenti non solo un diritto, ma anche una forma di integrazione sociale e realizzazione personale, ha spinto sia le istituzioni sia le imprese a riflettere su come rimuovere gli ostacoli che impediscono ai disabili di entrare e rimanere nel mercato del lavoro.
Nel 2006, l’art.27 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ha stabilito l’importanza di promuovere l’autorealizzazione delle persone con disabilità, costituendo un punto di svolta importante per il loro impiego. Negli anni, il tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è diventato sempre più rilevante e dal 2015 è stato inserito fra gli obiettivi dell’Agenda 2030, in particolare l’obiettivo 8 che incentiva l’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti, ponendo un particolare riguardo alle persone con disabilità.
Nonostante gli sforzi legislativi sulla materia, la realtà racconta una storia diversa, fatta di sfide complesse e spesso difficili da superare: il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità rimane diffuso, con la percezione che questi lavoratori possano rappresentare un “peso” o una responsabilità aggiuntiva. Le barriere culturali e sociali fanno sì che, in molti casi, i disabili vengano relegati a posizioni marginali o non ricevano le stesse opportunità di crescita professionale.

