Nuovo decreto anti-Covid, il coprifuoco resta alle 22: la Lega si astiene in Cdm
Draghi tiene il punto: no allo spostamento dalle 22 alle 23, come chiesto dai ministri del Carroccio, dell’orario di inizio del coprifuoco. Le modifiche: ripartenza delle fiere anticipata al 15 giugno e scuole superiori almeno al 70% in presenza in zone gialle e arancioni
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I punti chiave
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Il nuovo decreto anti Covid con il calendario delle riaperture è stato varato dal Cdm. C’è stata battaglia su almeno due punti: lo spostamento dell’inizio del coprifuoco dalle 22 alle 23 e l'apertura dei ristoranti al chiuso almeno da metà maggio invece che dal 1° giugno. Sul coprifuoco il leader della Lega Matteo Salvini ha continuato a battere insieme alle Regioni (guidate soprattutto dal governatore del Veneto Luca Zaia, da quello della Liguria, Giovanni Toti e del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga). Ma il premier Draghi ha tenuto il punto dicendo no all'allungamento. Il coprifuoco alle 22 sarà mantenuto almeno fino al primo giugno. Dopo potrebbe essere valutato, in base ai dati epidemiologici, un nuovo provvedimento per farlo partire dalle 23. Non a caso, dopo aver parlato con il premier, Salvini ha fatto sapere che probabilmente un nuovo decreto arriverà «entro una quindicina di giorni». Fonti del governo parlano di «tagliando a metà maggio» e confermano che «se i dati epidemiologici lo permetteranno il coprifuoco alle 22 non è destinato a restare fino al 31 luglio», termine di scadenza del decreto.
Tagliando a metà maggio su misure decreto
Confermata anche l’apertura dei ristoranti al chiuso solo dal primo giugno. Di qui l’astensione dei ministri della Lega in Cdm sul provvedimento. «Non potevamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni» ha detto il leader del Carroccio Matteo Salvini. È previsto tuttavia un 'tagliando' al decreto legge a metà maggio, per valutare la sussistenza di presupposti per allentare eventualmente le misure nel caso che i dati epidemiologici lo permettano.
Le modifiche su fiere e scuola in presenza alle superiori
Pochissime nel testo finale le modifiche. Tra queste, la ripartenza delle fiere è stata anticipata al 15 giugno. Mentre la flessibilità sul 100% in presenza nelle scuole superiori in zona gialla e arancione potrà scendere al 70% (rispetto al 60% testo iniziale).
Gli attacchi della Lega
Una decisione quest’ultima duramente criticata dal Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, che tuonato: «L'aver cambiato in Consiglio dei ministri un accordo siglato dalla Conferenza delle Regioni con i Comuni tramite Anci e con le provincie tramite Upi» sulla presenza di studenti a scuola è «un precedente molto grave» che ha «incrinato la reale collaborazione tra Stato e Regioni». Di qui la decisione di convocare nel pomeriggio una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. Sulla stessa linea il leader del Carroccio Matteo Salvini: «Il Decreto purtroppo ha avuto solo una modifica, quella che ha aumentato dal 60 al 70% la presenza in classe obbligatoria degli studenti. Il governo ha disatteso l'accordo raggiunto con gli enti locali, mettendo in difficoltà presidi, sindaci e studenti: migliaia di studenti ammassati sui mezzi pubblici non sono un problema e non corrono rischi, mentre due persone in palestra o al bar rappresentano un problema. Perché?».
Il calendario di aprile
In attesa del testo definitivo, non sono previste particolari modifiche rispetto al testo iniziale. Dal 26 aprile verrà ripristinata la zona gialla dopo oltre un mese di stop. In tutti i territori classificati in questa area - anche tra regioni - ci si potrà spostare liberamente senza green pass o autocertificazione, mentre per spostarsi da o verso regioni rosse o arancioni servirà il pass (rappresentato dal certificato vaccinale, di negatività al tampone o di guarigione dal Covid). Sempre in zona gialla sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all'aperto. E riapriranno i musei, mentre gli eventi in teatri, sale da concerto, cinema, club saranno svolti solo con posti a sedere preassegnati con distanza di almeno un metro; la capienza non può essere superiore al 50% di quella massima, ma con un tetto di 1.000 spettatori all'aperto e 500 al chiuso. Ancora in zona gialla riprendono gli sport di contatto come il calcetto.

