A Bruxelles

Vertice Ue, ecco i 5 punti per l’Ucraina. Ma l’Ungheria si sfila

Antonio Costa: Budapest si è “isolata” dagli altri ventisei Paesi

epa11945921 EU Council President Antonio Costa (R) and European Commission President Ursula von der Leyen (L) speak to the media after a Special European Council meeting in Brussels, Belgium, 06 March 2025. The EU leaders are convening for a special summit to discuss ongoing support for Ukraine and enhance European defence.  EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

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Accordo sulla difesa europea, non sull’Ucraina, per volere dell’Ungheria che, nelle parole del presidente Antonio Costa, si è “isolata” dagli altri ventisei Paesi. Il Consiglio Europeo, riunito in via straordinaria a Bruxelles, è riuscito ad approvare le conclusioni a 27 in materia di difesa comune, in cui i leader affermano all’unisono, tra l’altro, che l’Ue deve diventare “più sovrana”, “più responsabile per la propria difesa” e “meglio equipaggiata per agire e per affrontare in modo autonomo le sfide e le minacce future e immediate”.

Non sono però riusciti ad approvare a 27 le conclusioni sull’Ucraina, a causa della ferma opposizione dell’Ungheria di Viktor Orban, che questa volta non ha fatto marcia indietro all’ultimo in cambio di qualcosa, come è successo più volte in passato, ma ha mantenuto la propria contrarietà. Piuttosto che approvare un testo ammorbidito per venire incontro a Budapest, i leader hanno optato per un testo a 26: da un punto di vista tecnico-giuridico, non si tratta di conclusioni del Consiglio Europeo, ma di un testo allegato alle conclusioni stesse, che è “fortemente sostenuto da 26 Stati membri” su 27.

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Il primo ministro Orban, che è anche il leader con la maggiore anzianità di servizio nel Consiglio Europeo, non ha appoggiato il testo. Per il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, l’Ungheria “si è isolata” dagli altri Stati europei, ma “un Paese isolato”, ha notato, non significa “una Ue divisa”, dato che i 26 Paesi sono “uniti” nel sostegno a Kiev. Orban gli ha risposto per le rime, dicendo che è l’Ue che è ormai “isolata” rispetto a “Usa, Cina e Russia”, mentre Budapest ha “ottimi rapporti” con tutti e tre, a differenza di Bruxelles. Il premier magiaro ha anche detto che consulterà la popolazione ungherese in merito all’Ucraina, utilizzando il “meccanismo di consultazione” previsto dall’ordinamento. Lo slovacco Robert Fico, anch’egli inizialmente contrario al testo sull’Ucraina, lo ha poi appoggiato, in cambio di un passaggio sul transito di gas attraverso l’Ucraina (Bratislava, che non ha sbocchi al mare, resta dipendente dal metano via tubo). Il primo vertice a 27 da quando Donald Trump ha riaperto i canali diplomatici con il Cremlino, dunque, ufficializza la divaricazione delle posizioni sull’Ucraina tra la grande maggioranza degli Stati membri e l’Ungheria di Orban, che confina con il Paese invaso e ha una visione diversa dagli altri sulla Russia di Vladimir Putin.

I cinque punti sull’Ucraina

Nella dichiarazione a 26 sull’Ucraina del vertice Ue, approvata senza l’ungherese Orban, vengono confermati i cinque “principi” su cui gli europei si riconoscono per arrivare alla pace giusta in Ucraina (così come previsto dalle bozze pre summit) alla luce “del nuovo slancio dei negoziati”. Il primo è “nessun negoziato sull’Ucraina senza l’Ucraina” così come si ribadische che “qualsiasi accordo deve essere accompagnato da garanzie di sicurezza solide e credibili” per Kiev.

Nel testo delle conclusioni i cinque principi vengono indicati uno a uno riaffermando anche la necessità di garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina

Innanzitutto, il testo afferma che “non ci possono essere negoziati sull’Ucraina senza l’Ucraina” e “non ci possono essere negoziati che incidano sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dell’Europa poichè la sicurezza dell’Ucraina, dell’Europa, transatlantica e globale sono intrecciate”.

Inoltre, “qualsiasi tregua o cessate il fuoco può avvenire solo come parte del processo che porta a un accordo di pace globale” e “qualsiasi accordo di questo tipo deve essere accompagnato da garanzie di sicurezza solide e credibili per l’Ucraina che contribuiscano a scoraggiare future aggressioni russe”.

Infine, ma non per questo meno importante, il documento adottato dai 27 sottolinea e ribadisce che “la pace deve rispettare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Von der Leyen, «migliore garanzia per Kiev è suo esercito»

“La migliore garanzia di sicurezza dell’Ucraina è l’esercito ucraino e ora lo strumento da 150 miliardi darà un contributo al suo sostegno perché una sua quota andrà all’Ucraina”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen al termine del vertice Ue. Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha poi aggiunto che grazie alla deroga al Patto di stabilità le capitali avranno più spazio fiscale per gli aiuti militari e da alcuni Stati membri arrivano promesse aggiuntive per 15 miliardi di euro.

Costa, «giorno chiave per un’Europa più sovrana»

“Oggi è un giorno chiave per l’Europa e la sicurezza per gli europei. Oggi diamo risposte concrete, ci muoviamo verso un’Europa della difesa più sovrana.

Oggi abbiamo deciso di puntare più in alto, con l’approvazione di un primo pacchetto di proposte”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa al termine del vertice Ue.

 

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