La figlia del clan racconta la ’ndrangheta a caccia della libertà
di Raffaella Calandra
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Il cancro si cura anche con il diritto all’oblio. Via libera definitivo e all’unanimità dall’Aula del Senato al disegno di legge sull’oblio oncologico. Il provvedimento che ha già avuto l’ok dalla Camera è stato approvato con 139 voti favorevoli. Un lungo applauso con i senatori in piedi segue il voto dell’assemblea. Si tratta di disposizioni in materia di diritto all’oblio delle persone che sono state affette da patologie oncologiche per prevenire le discriminazioni e tutelarne i diritti.
Un’approvazione accolta «con grande gioia» dalla premier Giorgia Meloni. «Una norma di civiltà - ha detto - che il Governo ha convintamente sostenuto e che cancellerà quelle umilianti e ingiuste discriminazioni che pesavano sulle persone guarite da patologie oncologiche. Grazie a tutte le forze politiche che hanno consentito di raggiungere oggi questo obiettivo».
Il testo unificato sull’oblio oncologico prevede nei casi di procedure per l’adozione, richiesta di mutui e pratiche bancarie e assicurazioni, così come nelle procedure concorsuali, non sia ammessa la richiesta di informazioni concernenti lo stato di salute relativamente a patologie oncologiche il cui trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni alla data della richiesta.
Tanti gli interventi in Aula dei senatori con toni sentiti, visto il tema, con la consapevolezza bipartisan di fare un passo avanti per i diritti dei malati di tumore e di chi guarisce e potrà guardare con più diritti al futuro. «Complimenti al Senato, perché abbiamo votato una grande legge», ha detto il presidente di turno Gian Marco Centinaio.