Via libera dei ministri Ue al nuovo Patto di stabilità. Giorgetti: «Accordo sostenibile»
I Paesi devono presentare i propri piani di bilancio quadriennali, con la possibilità di estendere il periodo di aggiustamento dei conti a 7 anni per consentire l’esecuzione di investimenti e riforme
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Dopo mesi di logoranti discussioni, i Ventisette hanno trovato oggi 20 dicembre un accordo su una annosa riforma del Patto di Stabilità e Crescita. Il compromesso raggiunto dai ministri delle Finanze andrà ora negoziato con il Parlamento, in modo che possa essere definitivamente approvato entro la fine della legislatura. In origine l’impegno era di semplificare le regole di bilancio e di promuovere gli investimenti. Era dubbio nella serata di oggi quanto questi obiettivi fossero stati effettivamente messi a segno.
«L’accordo tra i ministri delle Finanze è stato unanime, a dimostrazione dell’equilibrio della proposta sul tavolo», ha affermato stasera in una conferenza stampa la ministra delle Finanze spagnola, Nadia Calviño, che ha presieduto la riunione ministeriale. «Il compromesso garantisce quella natura anticiclica contenuta nella proposta originale della Commissione europea e prevede un periodo transitorio da qui al 2027 per tenere conto del forte aumento dei tassi d’interesse».
Ha aggiunto sempre nella serata di oggi il commissario agli affari monetari Paolo Gentiloni: «Sebbene i negoziati abbiano aggiunto un po’ di complessità ai testi, rispetto alla nostra proposta, ne conservano gli elementi fondamentali: il passaggio a una pianificazione a medio termine; una maggiore titolarità da parte degli Stati membri dei piani di bilancio; e la possibilità di perseguire un aggiustamento più graduale che rifletta gli impegni in vista di investimenti e riforme».
Come detto, l’obiettivo dell’esecutivo comunitario era di semplificare le regole di bilancio, facilitare gli investimenti pubblici, risanare il debito (si veda Il Sole 24 Ore del 27 aprile 2023). Al di là delle impressioni del commissario Gentiloni, osservatori in varie capitali si interrogavano stasera se questi impegni siano stati effettivamente raggiunti, tenuto conto della perdurante complessità delle norme approvate dai governi, le quali saranno ora oggetto di negoziato con il Parlamento.


