Vinitaly: dal Veneto all’Emilia Romagna, regioni italiane al top
L’analisi di oltre 60 indicatori (produttivi, strutturali, economici e di mercato) ha messo in luce vocazione e specificità delle regioni vinicole italiane che rappresentano un patrimonio di valori socio-economici in grado di generare benessere per le comunità locali e nello stesso tempo rappresentare fattori di competitività e distintività nel mercato globale
di Giorgio dell'Orefice
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Tra i miracoli del vino italiano c’è quello di aver trasformato la sua estrema frammentazione, le sue mille peculiarità legate ai diversi territori in una leva competitiva. Certo i campanili restano e ancora troppo episodica è la capacità di fare squadra, ma qualcosa sta cambiando.
È quello che è emerso oggi 10 aprile a Vinitaly nel corso della presentazione del lavoro effettuato da Wine Monitor di Nomisma per conto di Unicredit “Road to Vinitaly: la voce delle regioni del vino italiano”.
Una ricerca che rappresenta il secondo step del lavoro effettuato da Nomisma e Unicredit dopo la presentazione, nello scorso mese di ottobre dell’indice Agri4Index dedicato al rating della filiera vitivinicola italiana rispetto ai competitor europei.
Le nuove sfide del settore vitivinicolo
«Il settore vitivinicolo italiano - ha spiegato il Ceo di Unicredit Italia, Niccolò Ubertalli - si trova oggi ad affrontare nuove, e imprevedibili sfide, come testimoniato dagli imprenditori con cui ci siamo confrontati in 8 tavoli regionali in un percorso di avvicinamento al Vinitaly. Penso al contesto geopolitco, che ha prodotto un impatto per l’export di vino di oltre 400 milioni di euro per le imprese del nostro Paese, o all’impennata dei prezzi delle commodity. Per questo UniCredit ha deciso di intensificare il proprio sforzo a supporto del mondo del vino italiano che già oggi sosteniamo con impieghi per 900 milioni di euro. In questa logica rientra il plafond straordinario di 1 miliardo di euro da noi stanziato per aiutare le imprese agricole a far fronte alle crescenti spese correnti. Oltre a ciò, abbiamo elaborato soluzioni specifiche per il settore e per le singole realtà territoriali, come il programma “Basket Bond di filiera”, che ha portato UniCredit nei mesi scorsi a sottoscrivere, come prima tranche di un piano da 200 milioni di euro, obbligazioni emesse da imprese vitivinicole».
Regioni a confronto
Il lavoro è stato illustrato dal responsabile di Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini. «Lo studio che abbiamo realizzato sulle regioni italiane del vino - ha spiegato Pantini - ha messo in luce le diversità e specificità che connotano i modelli produttivi a livello territoriale ma che si trovano oggi ad affrontare un medesimo scenario di mercato, sempre più complicato e dominato da numerose incertezze. Uno scenario che richiede maggiori competenze, cambi nella cultura aziendale delle imprese e soprattutto nuovi strumenti a supporto dei produttori per affrontare questi cambiamenti».


