Violenza donne: focus group e psicologi, ecco il piano scuole. Valditara: «Basta machismo»
Destinatari sono gli studenti degli istitui secondari superiori, che in questa prima fase di sperimentazione potranno aderire in via facoltativa
di Redazione Scuola
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Gruppi di discussione tra studenti e professori per 30 ore complessive extracurricolari, finanziati con 15 milioni di euro di fondi Pon, supportati da psicologi e altri esperti. È il progetto “Educare alle relazioni” pensato per le scuole italiane dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per dire «basta alla cultura maschilista e machista che ancora inquina il nostro Paese». L'iniziativa è stata presentata in Senato dal titolare del Mim insieme ai ministri della Famiglia e Pari Opportunità, Eugenia Roccella, e della Cultura Gennaro Sangiuliano, con i quali è stato siglato uno specifico protocollo d'intesa. I destinatari sono gli studenti degli istitui secondari superiori, che in questa prima fase di sperimentazione potranno aderire in via facoltativa.
Il progetto
«Questo progetto prende avvio non dai recenti fatti di cronaca ma dagli eventi di questa estate, lo stupro di Palermo e gli stupri di Caivano», oltre che «dalla mia ferma volontà che occorre dire basta in modo drastico a quei residui di cultura maschilista e machista che ancora inquina il nostro Paese. È la prima volta che in Italia si fa un esperimento di questo tipo», in cui la scuola «si occupa ed affronta di petto il tema del maschilismo, della violenza psicologica e anche fisica nei confronti del genere femminile», ha spiegato Valditara in conferenza stampa. «Prevenzione, promozione di una cultura e di atteggiamenti basati sul rispetto, sulle pari opportunità, sul rigetto delle discriminazioni e di qualsiasi forma di violenza: i gruppi di discussione educheranno a questo e vogliono rappresentare un incentivo a un cambio di mentalità», ha aggiunto il ministro, specificando che, tra le attività previste, «gli studenti saranno anche edotti delle conseguenze penali che comportamenti impropri possono generale». La direttiva che contiene le linee guida è stata firmata questa mattina (22 novembre) dal ministro Valditara per essere inviata a tutte le scuole, con l'obiettivo di partire con gli incontri già quest'anno.
Le polemiche sul libro di Amadori
Valditara ha anche provato a stoppare le polemiche sul consulente del ministero, Alessandro Amadori. «Ho letto il libro del professor Amadori, non c'è assolutamente una sola frase contro le donne in generale, non c'è nessuna frase in cui si giustifichi o si legittimi atteggiamenti di prevaricazione nei confronti delle donne», ha detto il ministro. E ad ogni modo, Amadori «non è il coordinatore di questo progetto, non l'ha scritto lui, io ci metto la mia faccia», ha aggiunto. L'appello a politici e giornalisti, dunque è «di sprecare tempo in polemiche inesistenti. Faccio riferimento alle parole dell'onorevole Schlein: su queste cose è gravissimo, è un peccato dividerci».
Valditara «allarghi il cerchio» degli esperti, «non si limiti solo ad Amadori», ha affermato per tutta risposta il leader M5s, Giuseppe Conte. Mentre resta critica anche la Rete degli studenti: «Questa non è l'educazione sessuale, affettiva e al consenso che serve nelle nostre scuole - affermano -. Non possiamo accontentarci di un progetto sperimentale, serve una legge nazionale subito, che dia direttive ministeriali omogenee in ogni scuola a partire dai primi cicli di istruzione».
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