Nordio: «Violenza sulle donne sconfitta per lo Stato. Decisiva la prevenzione»
Il Guardasigilli assicura l’impegno a tutto campo: vademecum per un’«educazione costituzionale» al rispetto, formazione dei magistrati e attenzione al linguaggio delle sentenze
di Manuela Perrone
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«Dobbiamo investire sulla prevenzione della violenza contro le donne. Ogni reato è di per sé una sconfitta per lo Stato che non ha saputo impedirlo. E questo tipo di reati è una sconfitta collettiva». È una amara consapevolezza quella che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, affida al Sole 24 Ore alla vigilia della sua audizione oggi in Senato, garantendo l’impegno a lavorare su tutti i fronti, linguaggio delle sentenze incluso. Perché «la storia drammatica di Giulia e Filippo ci deve far riflettere: Giulia potrebbe essere la figlia di ciascuno di noi, ma anche Filippo. E se vogliamo che davvero sia l’ultima vittima, dobbiamo occuparci delle une e degli altri».
Delle tre “p” della Convenzione di Istanbul - prevenzione, protezione e punizione - è in effetti la prima a mancare di più. Che cosa deve far scattare l’allarme?
I segnali di allarme sono molti e li conosciamo bene. Con il vademecum che stiamo progettando al ministero e che sarà diffuso in ogni luogo, dalle università ai posti di lavoro alle scuole secondarie, vogliamo contribuire a un’educazione costituzionale al rispetto. L’obiettivo è spiegare in parole semplici quando allarmarsi e come reagire, ma anche diffondere la conoscenza delle parole del diritto. Vogliamo spiegare, ad esempio, quando si tratta di stalking e non di un semplice interesse. Non è allarmismo, ma consapevolezza: una serie di messaggi apparentemente gentili può essere innocua, oppure nascondere un’ossessione latente che può degenerare in aggressività. Come la tosse e la cefalea: spesso non significano nulla ma talvolta possono derivare da una malattia grave, ma curabile. Di fronte ai segnali di allarme è bene confidarsi, come ha detto anche il papà di Giulia. Le strutture esistono e sono efficaci. L'opuscolo servirà a informare anche su questo.
Oggi è atteso in Senato il sì definitivo al Ddl del Governo contro la violenza sulle donne. Quali sono le novità da cui si aspetta più efficacia?
Si tratta di norme volute per migliorare il quadro esistente agendo sul tempo e sul rischio: fare presto e saper valutare l’effettivo pericolo, per cercare di evitare la spirale di violenza. In questa prospettiva vanno inseriti gli interventi per accelerare la risposta di giustizia e poi sicuramente rendere più efficace l’utilizzo del braccialetto elettronico o strumenti come l’ammonimento del questore e il potenziamento delle misure di prevenzione. È nostro dovere cercare di impedire il degenerare della violenza. Per questo torno a sottolineare l’importanza di saper riconoscere reati spia, oltre, come ho già detto, al quotidiano lavoro sull’educazione, che
chiama in causa tutti.


