Il quadro europeo

Vittime su strada in lieve flessione nel 2024: l’Italia oltre la media Ue

La diminuzione (-8%) è in corso ma è ancora lontana dagli obiettivi

di Mi.F.

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Le vittime della strada nel 2024 sono state circa 19.800 nei Paesi dell’Unione europea, in calo del 3% rispetto al 2023. Seicento decessi in meno però non bastano e la Commissione europea ha appena rilanciato il programma comunitario per promuovere la sicurezza stradale, chiedendo di accelerare ai Paesi ancora lontani dagli obiettivi.

Tra questi c’è l’Italia, che si colloca oltre il tasso medio europeo di 44 vittime della strada ogni milione di abitanti: in base ai dati preliminari relativi al 2024, all’interno dei nostri confini ce ne sono state 51 ogni milione di abitanti, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2023, mentre il dato europeo risulta in calo del 3 per cento. Dieci Stati registrano un dato inferiore rispetto alla media Ue: Francia, Spagna, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Slovacchia, Svezia, Finlandia e Repubblica Ceca. A fare compagnia al nostro Paese, tra quelli “con le strade meno sicure”, ci sono Portogallo (56 per milione di abitanti), Polonia (52), Grecia (64), Romania (77), Ungheria (52) e Bulgaria (74).

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I dati sono contenuti nel report pubblicato lo scorso 18 marzo dal Commissario per i trasporti, Apostolos Tzitzikostas. La nota sottolinea che «Bulgaria, Danimarca, Lituania, Polonia e Slovenia sono attualmente sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 50% delle morti sulle strade e dei feriti gravi entro il 2030. Degna di nota è anche la Romania, che ha visto il numero di decessi diminuire significativamente del 21% nel periodo dal 2019, ma continua ad avere il tasso di mortalità più alto nell’Unione europea».

L’obiettivo è chiaro, ma la flessione del dato italiano è ancora troppo poco marcata (-8% nel 2024 rispetto alla media 2017-19). Nel 2018, l’Unione europea si è prefissata un obiettivo di riduzione del 50% per i decessi e per i feriti gravi sulle strade, entro il 2030. Come stabilito nel «Piano d’azione strategico della Commissione sulla sicurezza stradale» e nel «Quadro politico sulla sicurezza stradale 2021-2030», che ha anche definito piani volti a raggiungere zero vittime entro il 2050 (Vision Zero).

Nel marzo 2023 la Commissione ha presentato un pacchetto di proposte per promuovere la sicurezza stradale, compresi i requisiti aggiornati per le patenti di guida e una migliore applicazione transfrontaliera delle norme sulla circolazione stradale. Tra le modifiche più discusse nella proposta di revisione della direttiva in materia c’è la patente di guida ai 17enni (se accompagnati), per permettere ai giovani di acquisire esperienza prima di guidare da soli; la patente B1 per i 16enni, già presente in Italia, ma considerata rischiosa da altri Paesi europei; i controlli medici più rigorosi per gli over 70, per garantire che siano ancora idonei alla guida; le modifiche al conseguimento della patente B, con possibili aumenti delle ore di guida obbligatorie.

In ambito europeo la sicurezza stradale è stata anche un elemento centrale delle iniziative in materia di mobilità. Tra queste la Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente, il nuovo regolamento Ten-T e il quadro sulla mobilità urbana. I dati disponibili a livello europeo per il 2023 mostrano che le strade rurali continuano a essere le più pericolose: qui si verifica il 52% degli incidenti mortali, rispetto al 38% nelle aree urbane e al 9% sulle autostrade. Le persone anziane rappresentato il 31% di tutti i decessi (in aumento rispetto al 28% del 2019), i giovani tra 18 e 24 anni il 12 per cento. Conducenti e passeggeri in auto rappresentano il 44% dei decessi, gli utenti “a due ruote” il 20%, i pedoni il 18% e i ciclisti il 10 per cento.

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