Studio Oliver Wyman

Voli, boom di passeggeri ma mancano gli aerei: ecco perché i costi dei biglietti sono destinati a salire

La produzione annuale di aeromobili in tutto il mondo sarà inferiore alle consegne previste fino al 2030, con 2.000 aeromobili prodotti in meno rispetto a quelli ordinati

di Andrea Carli

Aerei di Ita e Lufthansa all'aeroporto 'Leonardo Da Vinci' a Fiumicino (Roma).

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Opportunità e sfide per il trasporto aereo a livello mondiale. Da una parte il boom dei passeggeri, 4,8 miliardi nel solo 2024 e i primi mesi del 2025 che registrano un più 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dall’altra una produzione che ha difficoltà a stare al passo del mercato, con gli ordini inevasi che allo stato attuale ammontano a 17mila aerei. Il settore aereo commerciale crescerà del 2,8% ogni anno per i prossimi dieci anni, con un forte incremento in India e nell’Europa dell’Est. A scattare la fotografia del settore è “Aviation Fleet Forecast 2025-35”, lo studio annuale di Oliver Wyman, società di consulenza manageriale statunitense, sui trend di crescita del settore aviation e sulle sfide e opportunità per l’industria aerospaziale e la difesa. L’indagine, presentata martedì 25 marzo a Roma. ricorre ai numeri per fornire un’istantanea dello stato di salute del settore.

La flotta commerciale indiana, pur essendo relativamente piccola con poco più di 720 aeromobili, è destinata a più che raddoppiare entro il 2035 e detiene il 10% del portafoglio ordini globale. La forte crescita economica e l’aumento della popolazione a reddito medio stanno alimentando la domanda di aerei passeggeri. Al contrario, la Cina dovrebbe registrare una crescita economica più lenta, con una flotta che dovrebbe espandersi del 40%, raggiungendo quasi 6.300 aeromobili entro il 2035, rispetto al 56% previsto in precedenza. Il segmento degli aerei a fusoliera stretta dovrebbe aumentare del 39% in termini assoluti. Nei prossimi 10 anni, si prevede che l’Europa orientale riceverà oltre 800 consegne di aeromobili, principalmente a fusoliera stretta. In Europa occidentale, la crescita annuale è del 2,4%, con una forte crescita degli aerei a fusoliera stretta e dei jet regionali, entrambi di circa il 3%. Ma la competizione tra il treno ad alta velocità e i jet regionali nella regione presenta un panorama complesso per i viaggiatori. Per i viaggi brevi sotto le due ore, il treno ad alta velocità è spesso l’opzione più efficiente in termini di tempo, confortevole e conveniente. Tuttavia, quando i tempi di viaggio si allungano oltre le cinque o sei ore, le compagnie aeree economiche come Ryanair e easyJet diventano più attraenti, soprattutto grazie alle loro tariffe basse.

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Oltre 38mila aerei entro il 2035

All’inizio di quest’anno, la flotta mondiale comprendeva poco più di 29.000 aeromobili: dovrebbe crescere fino a oltre 38.300 unità entro il 2035. Si tratta di un aumento del 2,9%, comunque inferiore di oltre il 2% rispetto alla stima per il 2030 che la società di consulenza aveva effettuato prima della pandemia Covid. Lo scostamento mette in evidenza le difficoltà che l’industria incontra nel tentativo di espandere la produzione. In base alle proiezioni attuali, Oliver Wyman prevede che la produzione annuale di aeromobili in tutto il mondo sarà inferiore alle consegne previste fino al 2030, con 2.000 aeromobili prodotti in meno rispetto a quelli ordinati fino alla metà del periodo di previsione. Solo per quanto riguarda gli aerei a fusoliera stretta, al settore mancheranno 1.200 velivoli. «La flotta commerciale è in crescita di quasi il 3% l’anno. La capacità produttiva attualmente disponibile è il collo di bottiglia di questo percorso di crescita - osserva Roberto Scaramella, Head of Aerospace and Defense per l’Europa di Oliver Wyman -. Oggi abbiamo 1200 aerei in produzione ogni anno, e per soddisfatte la nuova domanda occorrerà raddoppiarla investendo in nuovi processi produttivi, più rapidi e più efficienti».

I principali player: il caso Airbus

Le sfide dunque non mancano. Qualche esempio può aiutare a farsi un’idea. Airbus, attualmente il più grande produttore di aeromobili al mondo, si è impegnato a produrre 75 A320 al mese entro il 2027. Ma alla fine del 2024, l’azienda europea aveva raggiunto un tasso di produzione mensile di soli 47 esemplari, più dell’11% in meno rispetto al picco di 53 del 2019. Airbus attribuisce la minore produzione a ritardi nella catena di fornitura e alla carenza di lavoratori.

... e quello Boeing

Allo stesso modo, Boeing sta producendo aerei a fusoliera stretta a un livello ben inferiore al picco del 2018 di 52 aerei al mese e all’obiettivo dichiarato di 56 velivoli al mese. Un tetto di produzione di 38 jet 737 MAX al mese, imposto dalla Federal Aviation Administration dopo lo scoppio di un tappo della porta di un 737 MAX 9 di Alaska Air poco dopo il decollo nel 2024, sta limitando la produzione mensile.

Le compagnie aeree stanno anche affrontando un aumento dei salari a causa dei nuovi contratti e fino all’agosto 2024, quando le banche centrali hanno iniziato ad allentare la stretta, i costi delle compagnie aeree per il capitale e il leasing sono stati spinti al rialzo dall’aumento dei tassi di interesse post-Covid. Per quanto riguarda i costi operativi, l’unico punto di forza dello scorso anno è stato il prezzo del carburante per aerei, che in media è stato inferiore di circa il 18% rispetto al 2023. L’aumento delle spese ha comportato una riduzione del margine di profitto del settore, pari al 6,4% contro il 6,8% del 2023.

Mercato trasporto aereo in forte crescita

Tutto questo mentre il mercato del trasporto aereo è in forte crescita: il traffico nel 2024 risulta in linea con i volumi pre-Covid e nei primi mesi del 2025 risulta in aumento di oltre il 5% rispetto agli stessi mesi del ’24. Il settore dell’aviazione ha raggiunto nuove vette nel 2024. La domanda ha raggiunto un massimo storico, con circa 4,8 miliardi di passeggeri che hanno volato e i ricavi chilometrici globali per passeggero sono aumentati di quasi il 4% rispetto al record precedente stabilito nel 2019 prima della pandemia Covid. Grazie alla continua ripresa della domanda internazionale in Asia e tra il Nord America e l’Europa, si prevede che il 2025 continuerà a battere i record. Si prevede che quest’anno il fatturato globale totale supererà per la prima volta i 1.000 miliardi di dollari, con un aumento del 4,4% rispetto al 2024, mentre il numero di passeggeri supererà i 5,2 miliardi.

L’Europa dell’Est è un’altra regione in rapida crescita per il trasporto aereo, grazie al significativo aumento del traffico dei vettori low cost. Il rapporto del FMI indica che l’Europa emergente e in via di sviluppo, che è soprattutto l’Europa dell’Est, crescerà del 2,2% nel 2025 e del 2,4% nel 2026, un tasso notevolmente superiore a quello del resto d’Europa, anche se più lento del 3,2% registrato nel 2024.

L’altra faccia della medaglia è quella di una scarsità di prodotto, e quindi di nuovi aerei, la tendenza è quella di un aumento dei prezzi medi (oltre il 20% in più rispetto al periodo pre-pandemia). Questo trend, osserva la società di consulenza, continuerà almeno per altri 24 mesi, finché i rate produttivi non saranno riallineati alla domanda.

Il nodo produzione

Secondo lo studio, la produzione di aerei commerciali dovrà aumentare da 1200 aerei/anno a circa 2400 nel 2035: quindi esattamente il doppio. La crescita si rende necessaria per tre motivi. Il primo: occorre rispondere a una domanda in aumento (+2,8% anno). Il secondo: è necessario colmare il backlog attuale (ordini inevasi) ad oggi pari a circa 17mila aerei (il più alto di sempre; ci vorrebbero 14 anni a ritmi produttivi attuali per colmare il gap, il doppio del tempo che le compagnie aeree hanno dovuto aspettare prima del 2019). Infine, ma non per una questione di importanza, va consentita la sostituzione di aerei vecchi prevista dalle compagnie aeree (circa 1000 aerei all’anno), in accelerazione rispetto agli anni precedenti (circa 700 aerei all’anno). La carenza di aeromobili significa che un numero maggiore di compagnie aeree deve volare con aerei più vecchi, il che nel 2024 ha fatto aumentare l’età media della flotta globale di un anno intero. Questo fenomeno si ripercuote anche sull’efficienza del carburante. Secondo l’Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA), nel 2024 l’efficienza del carburante a livello mondiale è rimasta invariata, con un notevole distacco rispetto a un miglioramento annuale dell’1,5%-2% che di solito si ottiene con l’ingresso in flotta di nuovi aeromobili. Questo danneggia i profitti delle compagnie aeree e la lotta contro il cambiamento climatico.

Anche il segmento della manutenzione è stimato in crescita del 2,7% anno per il prossimo decennio, spinto dai settori di linea e manutenzione di componenti e motori. La sfida per i grandi produttori (OEM - original equipment manufacturer) non è solo nell’aumentare la capacità ai ritmi indicati, ma anche di allineare la supply chain su questi rate produttivi, peraltro dopo aver riscontrato nel 2024 un forte ritardo rispetto alle stime (delta negativo di circa 20% tra aerei consegnati e stime per l’anno).

... e quello della forza lavoro

C’è poi un problema di carenza di forza lavoro. In Nord America, ad esempio, Oliver Wyman stima che il divario tra il numero di lavoratori disponibili e quello necessario supererà i 18.500 quest’anno, per poi più che raddoppiare a 37.000 entro il 2028. Una situazione simile si registra in altre parti del mondo, tra cui l’Europa occidentale e parte dell’Asia. Se da un lato i pensionamenti sono una parte importante della stretta, dall’altro c’è anche una riserva insufficiente di lavoratori della Generazione Z e dei millennial pronti a prendere il posto di chi va in pensione. Questo nonostante un aumento medio dei salari negli Stati Uniti del 30% dal 2023 e un aumento del 12% delle retribuzioni dei lavoratori entry-level. Il settore aerospaziale, riconosce la società di consulenza, non è certo l’unico a dover affrontare una grave carenza di manodopera altamente qualificata, ma deve seguire l’esempio di altri settori per introdurre nuove tecnologie che aiutino a compensare la carenza di competenze e di lavoratori.

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