Vendite auto 2024

Volkswagen frena in Cina, crollano le auto elettriche in Germania

Il brand tedesco ha consegnato 2,19 milioni di veicoli (-8,3%). Stop di Berlino agli incentivi: Bev -27%. Il Dragone intanto teme la sovraccapacità

di Alberto Annicchiarico

Il logo Volkswagen tra altri marchi automobilistici all’esterno di un negozio a Shanghai. EPA/ALEX PLAVEVSKI

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Nel 2024, le vendite globali del marchio Volkswagen sono scese dell’1,4%, raggiungendo 4,8 milioni di unità. Il problema è la Cina, dove il calo è stato particolarmente accentuato, una contrazione dell’8,3% che ha portato le consegne a 2,19 milioni di veicoli. Questa diminuzione è avvenuta in un contesto di crescente competizione da parte di produttori locali come BYD e Geely, leader in ascesa nei settori dei veicoli elettrici e ibridi plug-in. Vw ha registrato una flessione dell’1,7% in Europa (1,25 milioni consegnati, ma resta leader per distacco). In Nord America la casa di Wolfsburg ha riportato un aumento del 18,4% a 592.300 veicoli venduti, mentre in Sud America un incremento del 21,1% a 479400. In Germania, riporta la nota, il marchio si conferma leader con il 19,1% di quota di mercato, in base alle statistiche diffuse dall’autorità federale KBA. Nel segmento Bev, Volkswagen ha il 16,3% del mercato tedesco, con un aumento della quota del 2,8% rispetto al 2023. Speculare, però, è il calo delle consegne di Bev: -2,8% a 383.100 veicoli. Un problema nella prospettiva del rispetto dei nuovi limiti Ue alle emissioni di CO2.

Il Dragone cresce, ma ad un prezzo

Contrariamente a Volkswagen (penalizzata dal crollo delle vendite dei veicoli termici), il mercato cinese ha continuato a crescere. I veicoli elettrici e ibridi plug-in hanno rappresentato il 47,2% del totale, con un incremento del 40,7% rispetto al 2023, grazie a incentivi statali fino a 2.800 dollari. Tuttavia, l’eccesso di capacità produttiva porta il più grande mercato automobilistico del mondo a una fase di ridimensionamento. Le vendite complessive di auto in Cina sono aumentate del 5,5% lo scorso anno, raggiungendo i 22,9 milioni, secondo quanto dichiarato ieri dalla China Passenger Car Association. La domanda, però, è di gran lunga inferiore alla capacità produttiva.

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Non solo. Una competizione feroce ha ridotto i margini di profitto medi al 4,4% rispetto al 6,2% del 2020. Molte aziende sono costrette a ridurre i prezzi, consolidarsi o cercare sbocchi sui mercati esteri. Nel 2024 ben 23 marchi (se ne era arrivati a contare un centinaio in tutto) sono stati ritirati o acquisiti. Una tendenza destinata a non esaurirsi.

Intanto i leader, come BYD e Geely, le ex startup Li Auto, Nio, Xpeng e l’emergente Xiaomi continuano a rafforzarsi. BYD ha venduto in Cina quasi 4 milioni di veicoli, consolidando la sua posizione globale. Anche Tesla ha beneficiato della crescita cinese, con 662.000 auto vendute (+8%), nonostante la pressione dei produttori locali, che ne ha determinato il declino al 6% (dal 9%) della quota di mercato.

Germania: un mercato in difficoltà

Non va bene per Tesla in Germania, anzi. Le vendite nel 2024 sono crollate del 41% a 37.574, secondo Kba, e davanti ci sono Vw (62mila e -12%) e Bmw , che a quota 42mila guadagna il 4%. Il mercato tedesco ha registrato, nel complesso, una flessione significativa. Le vendite di Bev sono calate del 27%, rimanendo abbondantemente sotto le 400mila unità, con una quota di mercato ridotta al 13,5% (dal 18%). L’eliminazione degli incentivi statali a dicembre 2023 è il motivo principe, non l’unico. La crisi riflette un calo generale della domanda interna.

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La crisi riflette un calo della domanda interna e politiche meno favorevoli. Mentre Volkswagen e Mercedes-Benz hanno contenuto le perdite, altre case come Opel e Fiat hanno subito cali drastici. Bmw, al contrario, ha incrementato le vendite, conquistando una quota di mercato dell’11,1%.

Pechino e Berlino: realtà a confronto

Il confronto tra Cina e Germania evidenzia dinamiche opposte. La Cina, in espansione, deve affrontare margini in calo e competizione interna. In Germania, la fine degli incentivi e l’incertezza economica hanno rallentato il mercato. Ora le case cinesi scommettono sui mercati esteri per assorbire l’eccesso di produzione, ma incontrano barriere crescenti: l’Ue ha introdotto tariffe fino al 45% sui veicoli elettrici cinesi, mentre gli Stati Uniti impongono tariffe doganali del 100%. E non è ancora iniziata l’era Trump, con un prevedibile carico di sorprese.

Le case cinesi stanno scommettendo sui mercati esteri per assorbire l’eccesso di produzione, ma incontrano barriere crescenti: l’Ue ha introdotto tariffe fino al 45% sui veicoli elettrici made in China, mentre gli Stati Uniti impongono tariffe doganali del 100%. Per adesso, visto che non è ancora cominciata l’era Trump, che potrebbe essere foriera di molte sorprese.

Il 2025 sarà un anno cruciale. La Germania dovrà trovare strategie per sostenere la domanda e rafforzare la leadership tecnologica, mentre la Cina cercherà di gestire la sovrapproduzione e potenziare la presenza globale. Solo le aziende capaci di adattarsi rapidamente sopravvivranno in un mercato sempre più competitivo.

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