Automotive

Volkswagen taglia ancora le previsioni: nel 2024 ricavi e redditività in calo

Il gruppo ha ridotto le stime per la seconda volta in meno di tre mesi: margine operativo 5,6% contro 6,5-7%, ricavi -0,7% contro (fino al) +5%

di Alberto Annicchiarico

Il logo Volkswagen su una E-Golf presso lo stabilimento di Osnabruck. EPA/CHRISTOPHER NEUNDORF

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Volkswagen ha comunicato a fine settimana e mercati chiusi di avere ridotto per la seconda volta, in meno di tre mesi, le sue previsioni per il 2024. Il primo profit warning risale all’8 luglio, quando la casa di Wolfsburg ha annunciato che il marchio Audi stava valutando di chiudere il suo sito di Bruxelles a causa della scarsa domanda di auto elettriche premium. Il nuovo taglio è dovuto, ha spiegato il produttore tedesco, alle performance inferiori alle attese e a un contesto macroeconomico in deterioramento. Il ridimensionamento delle previsioni è l’ultimo di una serie tra i big tedeschi dell’auto, che stanno affrontando crescenti pressioni dovute in particolare, ma non solo, al calo della domanda di auto elettriche e alla forte concorrenza in Cina. Anche Mercedes-Benz e Bmw hanno rivisto al ribasso le loro previsioni annuali in settembre.

Volkswagen, il più grande costruttore di automobili in Europa, secondo nel mondo per volumi alla giapponese Toyota, prevede consegne a 9 milioni di veicoli contro i 9,24 del 2023. La precedente stima vedeva un incremento «fino al 3%». Vw inoltre stima un fatturato di gruppo di circa 320 miliardi di euro, in calo dello 0,7% sui 322,3 miliardi del 2023. La stima precedente era di un aumento fino al 5%.

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In termini di risultato operativo, l’azienda ha scritto nel comunicato, diffuso nel tardo pomeriggio di venerdì, che prevede «di raggiungere una cifra intorno ai 18 miliardi di euro (4,6 in meno rispetto al 203, ndr), con un margine pari al 5,6%», inferiore alla stima di Lseg pari al 6,5%; in luglio era stato abbassato tra il 6,5% e il 7% dal 7-7,5%. «L’adeguamento delle previsioni è principalmente dovuto ai risultati dei marchi Volkswagen Passenger Cars, Volkswagen Veicoli Commerciali e Tech. Components, che non hanno soddisfatto le aspettative iniziali». Inoltre, «il deterioramento del contesto macroeconomico sta avendo un impatto negativo, che potrebbe comportare ulteriori rischi, soprattutto per il Brand Group Core». Ovvero per i marchi più orientati al mercato di massa: Volkswagen, Skoda, Seat, Cupra e Veicoli commerciali.

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Nella divisione Servizi Finanziari, «il difficile contesto di mercato al di fuori dell’Europa ha portato a un aggiustamento delle previsioni. Inoltre, l’azienda non prevede più di riuscire a compensare l’effetto negativo di circa 200 milioni di euro dovuto al deconsolidamento di Volkswagen Bank Rus nel corso dell’anno fiscale. Per l’esercizio 2024, si prevede che la divisione Servizi Finanziari raggiunga un utile operativo di circa 3,2 miliardi di euro, rispetto ai 4 miliardi precedentemente stimati».

La crisi Volkswagen si è palesata dopo il risultati finanziari del primo semestre, quando è apparso evidente che il piano di riduzione dei costi da 10 miliardi, da implementare entro il 2026 per rilanciare la redditività del marchio che dà il nome al gruppo, non era sufficiente e, secondo il management, servivano altri 5 miliardi. Non è stato più un segreto che l’azienda mirasse a incidere pesantemente sul costo del lavoro, anche chiudendo uno o più impianti in Germania. Un fatto mai successo in 87 anni di storia. Nelle scorse settimane fonti interne avevano rivelato a Bloomberg un piano di austerità che potrebbe includere 15mila licenziamenti, cifra non smentita dai piani alti di Wolfsburg. Gli stessi sindacati hanno smentito, invece, nuove indiscrezioni su 30mila tagli. Intanto i vertici hanno deciso di annullare gli accordi di tutela dei posti di lavoro validi fino al 2029 e sono stati avviate le prime discussioni con i sindacati. Si annuncia un autunno caldo.

Infine, a fare i conti con la crisi Vw c’è anche la holding Porsche SE, che possiede la maggioranza del capitale votante (53,3%) di Volkswagen AG, il gruppo di Wolfsburg. Non va confusa con Porsche AG, che è la casa automobilistica nota per la produzione di auto sportive di lusso. Porsche SE è stata fondata nel 2007 ed è controllata principalmente dalle famiglie Porsche e Piëch, che discendono dal fondatore dell’azienda automobilistica, Ferdinand Porsche.

A causa della sua partecipazione azionaria nel Gruppo Volkswagen, pari a circa il 31,9%, il risultato di gruppo dopo le imposte di Porsche Automobil Holding SE è fortemente influenzato dal risultato di Volkswagen, anche se non impatta sulla liquidità.

Di conseguenza, Porsche SE ha comunicato di adeguare le sue previsioni di utili. Per l’esercizio finanziario 2024, il risultato di gruppo dopo le imposte di Porsche SE è ora previsto in un intervallo compreso tra 2,4 miliardi di euro e 4,4 miliardi di euro. In precedenza, la previsione per il risultato di gruppo dopo le imposte era compresa tra 3,5 miliardi di euro e 5,5 miliardi di euro.

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