Von der Leyen: «Indagine su auto elettriche cinesi». E arruola Draghi sulla competitività
Ultimo discorso sullo stato dell'Unione europea della presidente della Commissione: «Ho chiesto a Mario Draghi, una delle grandi menti economiche europee, di preparare un rapporto sul futuro della competitività europea»
di Beda Romano
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La Commissione europea ha annunciato oggi, mercoledì 13 settembre, l'apertura di una indagine anti-sussidi sulle importazioni di auto elettriche cinesi. L'annuncio, fatto dalla presidente dell'esecutivo comunitario Ursula von der Leyen durante l'annuale discorso sullo Stato dell'Unione, giunge dopo che negli ultimi mesi le vendite di auto provenienti dalla Cina sono aumentate enormemente, provocando la viva preoccupazione delle case automobilistiche europee.
«I mercati globali sono invasi da auto elettriche cinesi particolarmente economiche – ha detto davanti al Parlamento europeo la signora von der Leyen -. Il loro prezzo è tenuto artificialmente basso da enormi sussidi statali. Questa tendenza provoca distorsioni di mercato. Oggi voglio annunciare che la Commissione europea sta avviando un’indagine anti-sovvenzioni sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina. L’Europa è aperta alla concorrenza; non a una corsa al ribasso».
Il discorso della presidente della Commissione europea qui a Strasburgo è l'ultimo di questa legislatura (2019-2024). Il suo obiettivo è triplo: rivendicare gli obiettivi raggiunti in questi ultimi quattro anni; difendere dalle critiche il Patto Verde, noto in inglese come Green Deal, e affrontare la prossima campagna elettorale. Secondo gli ultimi sondaggi, i partiti più radicali, soprattutto a destra, sono destinati ad ottenere risultati migliori rispetto alla tornata precedente.
I dubbi di molte fasce della popolazione europea sul Patto Verde – economicamente costoso - sono diventati una arma nelle mani dei partiti più espremisti. Non per altro nel suo discorso di venti pagine, la signora von der Leyen ha esortato al dialogo. «Abbiamo bisogno di maggiore dialogo e di una minore polarizzazione» della scena politica, ha detto l'ex ministra tedesca. Bruxelles vuole lanciare dialoghi strategici sia con il mondo industriale che con il mondo agricolo.
«Modernizzazione e decarbonizzazione possono andare di pari passo», ha aggiunto l'ex ministra tedesca. «Continueremo a sostenere l’industria europea durante la transizione ambientale», ha promesso, sottolineando che negli ultimi cinque anni il numero di siti produttivi di acciaio pulito nella Ue è passato da 0 a 38. In questo senso, la presidente della Commissione europea ha voluto confermare gli obiettivi ambientali dell'Unione europea, tra cui la neutralità climatica entro il 2050.

