Wannenes cresce grazie ai gioielli e a Gina Lolobrigida
In calo l’auto. Sulla circolazione internazionale la burocrazia continua a regnare sovrana con uffici sotto organico
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«In un momento di contrazione generale del mercato e con una situazione internazionale ancora molto instabile siamo davvero soddisfatti di aver raggiunto un fatturato di 29.890.240 euro segando un +4% rispetto al 2023» così Guido Wannenes, amministratore delegato dell’omonima casa d’asta in questa intervista ad Arteconomy.
Quali i momenti salienti dell’anno?
Possiamo ricordare l’asta dedicata a Gina Lollobrigida (100% di aggiudicato white gloves), il record del mondo per Kurt Seligman (575.100 euro) e i top lot dei gioielli a Montecarlo.
Quali settori e quali artisti sono in crescita e quali in calo?
Abbiamo registrato una grande crescita nei dipartimenti Gioielli (dipartimento a più alto aggiudicato con 5,6 milioni di euro), Dipinti Antichi e Wine & Spirits, ma anche gli altri hanno consolidato la loro posizione. In calo le auto ma per motivi squisitamente organizzativi visto che la tradizionale asta durante Milano Autoclassica non è stata fatta.
Anticipazioni sul prossimo anno: previsioni?
Il prossimo sarà un anno interessante: la risoluzione dei grandi conflitti internazionali potrebbe portare ad un momento di grande sviluppo con riflessi positivi anche sui nostri mercati, mentre la crisi sistemica dell’Europa - specialmente su alcuni settori come l’automotive - potrebbe far pensare ad una grossa contrazione. Vedremo quale dei due scenari sarà prevalente e ci faremo trovare pronti. Per ora abbiamo tre collezioni che daranno vita a due cataloghi specialistici che esiteremo in questo primo semestre facendo un primo test. Parliamo di opere custodite da più di 50 anni in collezioni private e quindi inedite per il mercato, requisito oggi essenziale per un’asta di successo.
Francia e Germania hanno introdotto dal 1° gennaio l’Iva ridotta sugli scambi sull’arte rispettivamente al 5,5% e al 7%, l’Italia non ha ancora deciso cosa fare, l’anno si apre quindi con uno squilibrio fiscale sull’Iva significativo per voi operatori d’asta. Che implicazioni avrà per la vostra offerta di lotti l’Iva italiana sugli scambi al 22%, che ripercussioni potrebbero esserci sui vostri clienti, sia venditori che acquirenti?
Quello dell’Iva è un vecchio tema come quello di un’Italia che, invece, che anticipare i partner europei finisce sempre per farsi anticipare. Siamo abituati e non credo che ci saranno grandi problemi anche se sarà l’ennesimo elemento di squilibrio tra aziende europee.




