Orologi

Watches and Wonders, a Ginevra l’edizione dei record

Dal 2019 quasi raddoppiato il numero di brand partecipanti. Debutto per Bulgari, eventi in tutta la città e focus sulle nuove generazioni dell’industria

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Watches and Wonders 2025 di Ginevra, la più importante fiera mondiale dedicata all’alta orologeria, si è appena aperta e lo resterà fino al lunedì successivo, il 7 aprile. Sarà la più grande edizione di sempre, con 60 brand espositori, sei in più rispetto allo scorso anno, già da record.

Visto il momento di mercato ancora complicato per il settore, un evento come Watches and Wonders, capace di attirare sull’orologeria i riflettori del mondo per una settimana, ha un’importanza ancora maggiore. Non solo per i visitatori che si recheranno al Palexpo, la location principale della kermesse (49mila nel 2024, +14% rispetto al 2023), ma anche per la platea globale che riesce a coinvolgere, grazie alla copertura mondiale da parte di media e social network: nel 2024, l’hashtag dedicato ha raggiunto 600 milioni di persone.

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Del resto la fiera è l’occasione per vedere, insieme, le novità di quasi tutte le maison più importanti, ma anche quelle di realtà più piccole e indipendenti. Il nome più prestigioso ad entrare quest’anno è Bulgari (gruppo Lvmh), che amplia un parterre di espositori che già comprendeva, tra gli altri, Rolex, Cartier, Patek Philippe, Vacheron Constantin, Iwc, Tag Heuer, Chanel, Chopard, Panerai, Hublot, Van Cleef & Arpels ed Hermès.

«Dal 2019 abbiamo quasi raddoppiato il numero di brand e da 35 siamo arrivati a 60 – spiega Matthieu Humair, ceo della Fondazione Watches & Wonders Ginevra, che organizza la manifestazione –. Percepiamo un forte e crescente interesse a partecipare, perché il nostro obiettivo è condividere la bellezza dell’orologeria con un pubblico sempre più ampio, mostrando quanto innovativo, creativo e dinamico sia questo settore. Dobbiamo continuare a crescere, adattandoci a un contesto in evoluzione. Per l’orologeria è molto importante avere un appuntamento fisico una volta l’anno perché è un settore che evoca sogni ed emozioni: gli orologi non possono che essere visti e toccati dal vivo».

Anche quest’anno il format della fiera prevede quattro giorni dedicati ai professionisti del settore (dealer e media invitati dall’organizzazione), cui seguiranno tre giorni, dal 5 al 7 aprile, aperti anche al pubblico, previo l’acquisto di un biglietto d’ingresso su www.watchesandwonders.com e per la giornata di sabato 5 è già stato annunciato il sold out. Nel 2024 furono 19mila biglietti, il 58% in più rispetto al 2023. «Siamo consapevoli che il nostro evento rappresenta un momento cruciale per l’industria e lavoriamo durante tutto l’anno con le aziende per renderlo la migliore piattaforma di incontro per il settore e per garantire un servizio di alto livello», sottolinea Humair.

Oltre alla presentazione delle novità, il format di Watches & Wonders prevede sia al Palexpo, sia nel centro della città, un fitto programma di attività, talk, proiezioni, conferenze e mostre. Grande attenzione verrà rivolta alle nuove generazioni. Spiega il ceo: «Per noi è importante creare passione, nuove vocazioni per l’industria e nuovi clienti. Abbiamo siglato partnership con scuole e studiato diverse esperienze immersive. Per esempio, lo spazio Lab che al Palexpo dedichiamo all’innovazione e alle nuove tecnologie nell’orologeria, quest’anno sarà molto più grande e presenterà progetti di studenti e start-up. In città, invece, ci sarà il Village Horloger dove apprendisti e formatori mostreranno le varie opportunità offerte dai corsi di formazione del nostro settore».

Per il futuro, Humair anticipa che quest’anno non ci sarà lo spin-off Watches and Wonders Shanghai e che la Fondazione è già al lavoro per le prossime edizioni a Ginevra: «Saremo ovviamente felici di accogliere nuove aziende, ma ad oggi è difficile prevederne il numero, perché dobbiamo garantire sempre un buon equilibrio di servizi e di ospitalità». Anche con Watches and Wonders, quindi, l’industria orologiera proverà a invertire il trend negativo cominciato nel 2024 dopo anni di crescita, dovuto al contesto economico internazionale e alla forza del franco svizzero, e sottolineato dai dati rilasciati mensilmente dalla Fédération de l’Industrie Horlogère Suisse (FH) relativi alle esportazioni all’estero, uno degli indicatori più importanti per tastare il polso dell’industria orologiera. Se il 2024 si era chiuso con una flessione del 2,8% sul 2023, i primi due mesi del 2025 insieme hanno finora registrato un calo del 2,4 per cento.

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