We rejoice at beating Estonia! Poor Italian football, condemned to memories and marginality
Now to return to the World Cup after a 12-year absence, if all goes well, we will still have to face the play-offs lottery, an extremely sinister word because Italy has already lost the last two World Cup play-offs and did not participate in either Russia 2018 or Qatar 2022.
Where has the magic gone? Don't you ever think about what the hell has happened to Italian football? Don't you remember with a certain nostalgia, even after this basic victory over Estonia (1-3), which is not even enough to guarantee us a second place in the playoffs (tomorrow in Udine with Israel we must at least draw), how beautiful and exciting it was to follow the Italian national team's matches?
D’accordo, non sempre si conquistava un Mondiale come in Spagna nel 1982 (Paolo Rossi capocannoniere e il presidente Sandro Pertini che esulta in tribuna) o come nel 2006 con Del Piero e Grosso che ci fanno volare sopra il cielo di Berlino. Certo, lo sappiamo, ci sono stati anche momenti meno gloriosi, con qualche eliminazione di troppo (come con le due Coree: nel 1966 con quella del Nord, nel 2002 con quella del Sud), però anche nei momenti più bassi non abbiamo mai perso fiducia. E dopo, finita la delusione e tirato qualche pomodoro, tutto tornava alla normalità. E aspettavamo tranquilli il prossimo Mondiale per ritrovarci con gli amici davanti al televisore di casa o al maxischermo in una piazza gremita a tifare per l’Italia. Era bello: ogni quattro anni, c’era questo appuntamento, un rituale fisso che aggregava perfino chi di calcio non capiva nulla, perché trasmetteva allegria, comunanza, la sensazione di potercela fare tutti assieme. Ins
And not only the males, with the beer and onion fritter of Fantozzi's memory, but also the wives, girlfriends, mothers, who, for almost a month, pretending to please us, ended up enjoying themselves too.
Twelve years of absence
But now? What a heartbreak! Now to return to the World Cup after a 12-year absence, if all goes well, we will still have to face the play-offs lottery, an extremely sinister word because Italy has already lost the last two World Cup play-offs and has not participated in either Russia 2018 or Qatar 2022.
Fa male dirlo, ma l’ultima volta dell’Italia a un Mondiale risale al 2014 in Brasile dove, per giunta, siamo stati eliminati al primo turno. Allora due sospetti non fanno una prova, ma tre invece sì. Se perdiamo anche questo giro di giostra, la prova sarebbe acclarata: che cioè siamo diventati delle pippe, o comunque declassati. Possiamo aggrapparci a tutti gli alibi, dire che questi gironi sono delle trappole, che vengono penalizzate le squadre europee, che la Norvegia stravince con Israele perchè davanti ha un Haaland devastante. Ma sono alibi, penose bugie, povere scuse. L’ultima volta, va ricordato, ci ha eliminati la Macedonia del Nord. Con tutto il rispetto per i macedoni, non è che parliamo del City di Guardiola o del Paris St Germain di Luis Enrique, un altro fenomeno che non ci ha pensato due volte a liberarsi di Donnarumma dopo che, con le sue parate, gli ha salvato la Champions.


