Weerg, la manifattura diventa digitale e abbatte tempi e costi
Nata nel 2015 e cresciuta con la pandemia, oggi l'azienda produce a Scorzé con una formula 100% in house per molti settori spedendo ovunque
di Valentina Saini
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Fatturato in crescita, nuovi macchinari e una forte scommessa sulla ricerca e sviluppo. Gli affari vanno bene per Weerg, azienda della manifattura digitale nata nel 2015, che oggi vanta uno stabilimento di 6mila mq a Scorzè. Con una formula 100% in house, l’azienda produce pezzi di macchinari, componenti e prototipi tramite lavorazione Cnc e stampa 3D, e li spedisce in tutta Italia e all’estero.
E dopo l’anno scorso, che ha chiuso con oltre 8 milioni di fatturato (+33% rispetto al 2021), una quarantina di addetti (con una quindicina di nuovi assunti solo nel 2022) e 300mila euro in spesa R&D, ambisce a continuare a crescere quest’anno. Tra gli obiettivi, raggiungere i 12 milioni di fatturato.
A spiegare il successo dell’azienda veneziana, secondo il fondatore Matteo Rigamonti, ci sono la sua piattaforma semplice e affidabile, i costi competitivi e un mercato in crescita. «A causa della pandemia alcune aziende specializzate nel tradizionale stampaggio a iniezione, più complesso e costoso, hanno chiuso» dice Rigamonti. «Perciò in molti si sono trovati obbligati a fare lunghe tirature con la stampa 3D, e hanno scoperto che non è affatto male».
Com’è noto, con la stampa 3D i costi scendono anche molto, il time to market crolla del 90%, e non c’è bisogno di stampo di partenza. Per avere il proprio pezzo realizzato da Weerg è sufficiente caricarne il file in 3D nel preventivatore online, scegliere parametri come materiale e finiture, e poi selezionare quantità e giorno di consegna. Oltre al servizio tecnico, l’azienda del Veneziano offre un customer care sempre attivo, in cinque lingue: il suo mercato è per metà italiano, per il resto è concentrato in altri Paesi europei (42%) ed extra Ue.
In stampa 3D realizza oggetti di ogni tipo, da pezzi di ricambio per l’automotive a modelli dentali per l’odontoiatria. E se per la lavorazione Cnc classica, al tornio o alla fresa, i clienti sono quasi esclusivamente ingegneri e aziende che progettano nuovi prodotti, macchine e attrezzature, non esiste un vero cliente-tipo per la stampa 3D, molto interessante «per i creativi, non per forza professionisti, che hanno voglia di fare qualcosa senza bisogno di intermediari, tecnici e simili. È una tecnologia ancora agli inizi, le persone stanno cercando di capire come possono usarla» osserva Rigamonti.

