Zaffini (Fdi): «Tassare il gioco online per recuperare risorse per la sanità»
Il presidente della X Commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale” del Senato: «Si tratta di equiparare il gettito delle piattaforme online, gran parte delle quali non pagano il prelievo, con quello degli altri giochi». La proposta andrà nella delega fiscale collegata alla manovra
di Barbara Gobbi
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«Il gioco online sta diventando una piaga sociale: va fissato un sistema di regole e anche attuato un prelievo come si fa con gli altri giochi, a beneficio di un’altra area in profonda sofferenza quale è la sanità». Francesco Zaffini, senatore di Fratelli d’Italia presidente della X Commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale” di Palazzo Madama, propone la classica quadratura del cerchio per tenere insieme il contrasto alla febbre da gioco sul web e – soprattutto - l’esigenza di recuperare risorse per una sanità pubblica in profonda crisi. Che nel contesto dell’imminente manovra in deficit, ulteriormente aggravato dallo scenario geopolitico internazionale, difficilmente otterrà quei 4 miliardi preannunciati nei mesi scorsi dal ministro della Salute Schillaci.
E allora si cercano risorse altrove. Il puntello che il senatore Zaffini garantisce come solido e ben piantato è l’Ordine del giorno, di cui è stato primo firmatario, approvato nella Delega per la riforma fiscale: un testo che impegna il Governo a prevedere un «incremento delle risorse destinate al finanziamento del Ssn mediante un adeguato riordino della disciplina delle entrate complessive dall’attività di raccolta del gioco». Introito atteso «da un aumento dei canoni di concessione, specie dei giochi online, in funzione dei volumi di raccolta delle giocate e delle scommesse». In più, si chiede «un adeguato contrasto alle forme di gioco attuato mediante utilizzo di criptovalute ovvero altre forme di pagamento non contemplate nei circuiti di controllo esistenti».
La proposta di recuperare risorse per la sanità dal gioco on line potrebbe entrare dunque nella delega fiscale collegata alla manovra?
Ad agosto abbiamo ottenuto l’approvazione dell’ordine del giorno che impegna il Governo ad agire in questo senso. Ora sta all’Esecutivo mettere delle regole. Intanto, prevedendo dei cambi di concessione delle piattaforme online che sono collocate in paradisi fiscali e che per tenere il proprio sito aperto nel nostro Paese andrebbero regolamentate con un canone, pena l’oscuramento per chi non si adegua. L’altra parte di prelievo va attuata sul giocatore, il quale dovendo inserire i dati della carta di credito già all’inizio della partita diventa “soggetto di prelievo”. Si tratta di equiparare il gettito delle piattaforme online, gran parte delle quali non pagano il prelievo, con quello degli altri giochi. In questo modo, tengo a sottolinearlo, introduciamo anche una calmierazione rispetto a una modalità di gioco che sfugge al controllo sociale e resta troppo spesso nell’anonimato.
Un intervento di prelievo e di tutela dei giocatori al tempo stesso…
