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Zegna, ricavi a 960 milioni (+6,3%) nel 1° semestre 2024. Il titolo a +8,3%

Models present creations of Zegna Spring Summer 2024/25 collection during the Milan Fashion Week in Milan, Italy, 17 June 2024. ANSA/MATTEO CORNER

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Il Gruppo Zegna «tiene» sotto il peso del rallentamento del mercato del lusso. E il mercato reagisce in modo positivo: il titolo, quotato al Nyse, alla chiusura delle contrattazioni segnava un +8,29% a 11,10 dollari.

La semestrale 2024 fotografa un incremento dei ricavi (non auditati) a 960, 1 milioni di euro, in salita del 6,3% a cambi correnti e dell’8% a cambi costanti sullo stesso periodo dell’anno precedente quando si erano fermati a 903,1 milioni di euro. La crescita organica sui sei mesi, che esclude l’integrazione di Tom Ford Fashion e il buy back dei business coreani di Thom Browne e Zegna, è negativa: -2,7 per cento. Il secondo trimestre ha visto un aumento dei ricavi a 497 milioni, +4,7% sullo stesso periodo 2023, con una sostanziale stabilità (-0,4%) dei ricavi organici.

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«Nella prima metà dell’anno il nostro gruppo ha migliorato la performance organica nel secondo semestre. Zegna continua registrare una performance robusta con una crescita organica del 5,9% (a 660,5 milioni di euro, di cui 566 milioni dal marchio, ndr) trainata dalle vendite direct-to-consumer che sono salite a doppia cifra sia nell’area Emea (Europa-Medio Oriente) sia negli Stati Uniti» ha detto Gildo Zegna, presidente del Gruppo. Le vendite dirette hanno toccato, per il gruppo, quota 670 milioni in aumento de 15% sull’H1 2023, con una crescita organica del 2 per cento. Da qui l’incremento dei negozi monomarca in corso: tra il 31 dicembre al 30 giugno sono saliti di 26 unità e sono previste aperture in tutto il mondo, da Wuhan a Riyadh.

A livello di gruppo, l’America è il mercato che ha performato meglio con un aumento dei ricavi del 29.4% a cambi correnti e una crescita organica del 6,7%. A fronte della tenuta dell’area Europa-Medio Oriente (i ricavi sono saliti del 4,3%, mentre c’è stata una flessione del -1,5% sul piano dei ricavi organici), l’Asia Pacifico (dove spicca il Giappone) ha fatto segnare un +33,8% nei ricavi (+5,4% di crescita organica). In calo a doppia cifra, invece, la Greater China (Cina e Hong Kong) con ricavi a-13,2% e una flessione organica dell’11,7 per cento). 

Il marchio Thom Browne ha invece registrato un calo dei ricavi del 20% circa a 166,7 milioni di euro, contro i 208 milioni circa del primo semestre 2023, mentre il calo “organico” arriva a sfiorare il 27%. Con risultati molto negativi nel canale wholesale: «Ci stiamo concentrando su progetti strategici cruciali per sbloccare il potenziale di lungo termine del brand - ha commentato Gildo Zegna - e la sfilata di alta moda a Parigi ha confermato lo straordinario talento di Thom». Infine, Tom Ford Fashion ha aumentato i propri ricavi a 148,5 milioni di euro, con una crescita del 4,7% (comparata con gli ultimi due mesi del Q2 2023) con una «buona performance» nel canale dtc e negli Usa. Proprio nei giorni scorsi è stato annunciato l’addio del direttore creativo Peter Hawkings, per 25 anni braccio destro di Tom Ford, dalla direzione creativa del brand. Ma nonostante questo Gildo Zegna - che ha confermato una nomina nell’immediato futuro - si è detto «ancora più ottimista sull’incredibile potenziale di questo business».

Interpellato sull’andamento dei primi mesi del Q3, durante la conferenza stampa il cfo Gianluca Tagliabue ha detto che «nel canale retail, i mesi di giugno e luglio sono in linea con la media del Q3. Vediamo lo stesso pattern per Zegna con risultati positivi in Europa, Medio Oriente, Giappone e un trend simile a quello del secondo trimestre per la Greater China Region, con una maggiore softness a Hong Kong e Macao. Per Thom Browne un mercato importante è il Giappone, mentre in Gcr abbiamo appena cambiato management ed è troppo presto per vedere gli effetti. Infine, Tom Ford: va molto bene in Usa e in Emea, mentre la Greater China è un mercato ancora molto piccolo e quindi difficile da leggere».

Nel complesso, il gruppo rimane consapevole della complessità dell’anno in corso: «Guardando avanti rimango pienamente fiducioso riguardo alla strategia che abbiamo applicato e alla traiettoria su cui stiamo viaggiando. Il nostro gruppo è il custode di tre marchi autentici, ognuno dei quali ha un potenziale di lungo termine inesplorato. Riconosciamo che il 2024 rimarrà un anno sfidante ed è per questo che stiamo lavorando su iniziative di contenimento dei costi nel gruppo. Ad ogni modo, continueremo ad agire con perseveranza e fermezza per raggiungere i nostri obiettivi di lungo termine», conclude Gildo Zegna.

L’azienda comunicherà i dati di redditività a settembre, con i dati semestrali definitivi: «Alcuni effetti del controllo dei costi che abbiamo messo in atto, insieme al ribilanciamento di alcune spese nel corso dell’anno tra cui quelle per la pubblicità che nel 2024 hanno pesato di più sulla prima metà dell’anno, si vedranno nella seconda parte dell’anno».

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