Difesa europea, bozza vertice Ue: «Tregua solo con accordo di pace». Trump: via ai dazi a Canada e Messico, al 20% quelli sui prodotti cinesi

I punti chiave
Parlamento ucraino: il peacekeeping di Trump è “decisivo” per porre fine alla guerra
Il parlamento ucraino ha dichiarato che la sicurezza del Paese è garantita dal sostegno degli Stati Uniti e ha definito “decisivi” gli sforzi di peacekeeping del presidente Donald Trump per porre fine alla guerra con la Russia che dura da tre anni. Una dichiarazione rilasciata in inglese tre giorni dopo un litigio pubblico alla Casa Bianca tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha affermato che il sostegno di Washington è “più cruciale che mai per il popolo ucraino”. “Il popolo ucraino desidera la pace più di chiunque altro al mondo e crede che il ruolo personale del Presidente Donald Trump e i suoi sforzi per il mantenimento della pace saranno decisivi per la rapida cessazione delle ostilità e il raggiungimento della pace per l’Ucraina, l’Europa e il mondo intero”.
Canada: «Dazi Usa minaccia esistenziale, risponderemo»
Il Canada è pronto a imporre dazi per 155 miliardi di dollari canadesi sui prodotti americani. Lo afferma la ministra degli esteri del Canada Melania Joly, sottolineando che la prima tranche di tariffe colpirà prodotti statunitensi per 30 miliardi di dollari canadesi. I dazi americani sono una “minaccia esistenziale per il Canada”, ha aggiunto Joly dopo che Donald Trump ha confermato che tariffe del 25% contro Ottawa e Città del Messico scatteranno domani.
Trump: «Zelensky sia più grato, accordo su minerali può essere ancora concluso»
Donald Trump si aspetta maggiore gratitudine da Volodymyr Zelensky.“Credo semplicemente che dovrebbe essere più riconoscente, perché questo paese li ha sostenuti contro ogni avversità”, ha dichiarato nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca, sottolineando al tempo stesso che l’accordo sulle risorse minerarie ucraine potrebbe ancora essere concluso: alla domanda se l’intesa fosse ormai lettera morta Trump ha risposto: “No, non credo”.
Trump annuncia dazi sui prodotti agricoli dal 2 aprile. Da domani 4 marzo in vigore quelli sulle importazioni da Messico e Canada
Il presidente Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti imporranno tariffe sui prodotti agricoli “esterni” a partire dal 2 aprile.
“Ai grandi agricoltori degli Stati Uniti: preparatevi a iniziare a produrre molti prodotti agricoli da vendere all’interno degli Stati Uniti. I dazi sui prodotti esterni entreranno in vigore il 2 aprile. Divertitevi!» ha affermato il presidente lunedì in un post sui social media.
Il presidente non ha fornito ulteriori dettagli sui prodotti interessati o sulle eventuali eccezioni. Non è chiaro inoltre se il suo piano faccia parte di uno sforzo precedentemente annunciato per imporre tariffe cosiddette “reciproche” con quasi tutti i partner commerciali degli Stati Uniti.
Trump ha anche detto che da domani 4 marzo entreranno in vigore i dazi del 25% sulle importazioni da Messico e Canada. Il presidente Usa ostiene che i dazi servono a costringere i due Stati a intensificare la lotta contro il traffico di fentanyl negli Stati Uniti. A febbraio Trump aveva concesso una proroga di un mese, in quanto entrambi i Paesi avevano promesso delle concessioni. Ma Trump ha affermato che «non c’è più spazio per il Messico o il Canada». Trump ha inoltre detto che, sempre dal 4 marzo, aumentano di un altro 10% i dazi sui beni provenienti dalla Cina, oltre al 10% iniziale introdotto il mese scorso.
Musk: “Zelensky vuole una guerra eterna”
Il miliardario statunitense Elon Musk ha dichiarato oggi che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky cerca una “guerra eterna” e un “tritacarne” senza fine. “Zelensky vuole una guerra eterna, un tritacarne senza fine. Questo è il male”, ha scritto Musk in un post su X, rilanciando il post su Truth del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Trump ha affermato che le parole di Zelensky, secondo cui la pace in Ucraina è “molto, molto lontana”, sono la “peggiore affermazione”, sottolineando che gli Stati Uniti non tollereranno più questa situazione.
Zelensky wants a forever war, a never-ending graft meat grinder. This is evil. https://t.co/FVaEkIm7Gq
— Elon Musk (@elonmusk) March 3, 2025Ucraina: fonti, Ue può fornire rete alternativa se Musk stacca Starlink
Se Elon Musk decidesse di privare l’Ucraina della sua rete Internet satellitare Starlink, la Commissione europea sarebbe in grado di fornire in poco tempo una copertura temporanea per gli ucraini. Lo apprende LaPresse a Bruxelles. L’Esecutivo Ue ha discusso di questo con le autorità ucraine. In attesa di sviluppare un miglior posizionamento di Galileo e Copernicus, ma anche di IRIS2, una nuova costellazione la cui operatività è prevista solo nel 2030, l’Ue può utilizzare Govsatcom, una rete che riunisce le capacità satellitari dei governi nazionali. I paesi dovranno cioè in qualche modo unire le loro capacità tramite accordi temporanei. A quanto si apprende, si stava già pianificando da tempo l’idea di usare questo sistema, ora se c’è un’accelerazione da Washington, che comunque non si auspica, Bruxelles potrebbe ricorrere a tale strumento in modo urgente.
Vedi anche: Starlink nasce come Musk, megalomane e commerciale
Ucraina, Zelensky: “Pace necessaria al più presto, stop a guerra e garanzie sicurezza”
“La pace è necessaria al più presto possibile”. In un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sembra rispondere a Donald Trump, che lo ha accusato di non volere la pace, e ribadisce la speranza di avere “il sostegno degli Stati Uniti”. “Continuiamo a lavorare con i partner. Abbiamo già avuto colloqui e altri passi arriveranno presto”, scrive Zelensky, secondo cui “è molto importante che cerchiamo di rendere la nostra diplomazia davvero concreta per porre fine a questa guerra il prima possibile”. “Abbiamo bisogno di vera pace e gli ucraini la desiderano più di tutti perché la guerra rovina le nostre città e i nostri paesi. Perdiamo la nostra gente. Dobbiamo fermare la guerra e garantire la sicurezza - insiste il presidente ucraino - Stiamo lavorando insieme all’America e ai nostri partner europei e speriamo molto nel sostegno degli Stati Uniti nel cammino verso la pace. La pace è necessaria il prima possibile”.
We continue our work with partners. We have already had talks and other steps to come soon.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) March 3, 2025
It is very important that we try to make our diplomacy really substantive to end this war the soonest possible.
We need real peace and Ukrainians want it most because the war ruins our…Media: Trump discute in vertice di oggi possibile stop aiuti militari
Il presidente Donald Trump terrà un incontro in giornata per discutere dei prossimi passi da compiere in merito alla crisi con l’Ucraina, tra cui una possibile sospensione degli aiuti militari statunitensi. Lo riporta Axios, citando un funzionario statunitense e una fonte a conoscenza dell’incontro.

Il presidente Donald Trump, accompagnato da Viktor Knavs, gesticola mentre attraversa il prato sud della Casa Bianca, domenica 2 marzo 2025, a Washington, dopo essere tornato da un viaggio in Florida. (Foto AP/Mark Schiefelbein)
Trump: non tollererò a lungo posizione Zelensky su tregua, non vuole la pace
“Questa è la peggiore dichiarazione che potesse essere fatta da Zelensky e l’America non sopporterà ancora per molto! È quello che dicevo, questo ragazzo non vuole che ci sia la pace finché ha il sostegno dell’America e l’Europa, nell’incontro che ha avuto con Zelensky, ha dichiarato apertamente che non può fare il lavoro senza gli Stati Uniti - probabilmente non è una grande dichiarazione da fare in termini di dimostrazione di forza contro la Russia. A cosa stanno pensando?”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul social Truth, riferendosi a una dichiarazione fatta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky prima della sua partenza da Londra, quando ha detto che un accordo per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia “è ancora molto, molto lontano”.
Nel post, Trump rilancia un articolo di Associated Press dal titolo ’Zelensky dice che la fine della guerra con la Russia è molto, molto lontana’, che riferisce di alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente ucraino in un briefing in lingua ucraina tenuto prima di lasciare Londra domenica. Zelensky, oltre a dire che un accordo per la fine della guerra “è ancora molto, molto lontano”, ha affermato che si aspetta di continuare a ricevere il sostegno Usa nonostante i recenti rapporti difficili con Donald Trump. “Penso che il nostro rapporto (con gli Stati Uniti) continuerà, perché è più di un rapporto occasionale”, ha dichiarato Zelensky, riferendosi al sostegno di Washington negli ultimi 3 anni di guerra. “Credo che l’Ucraina abbia una partnership abbastanza forte con gli Stati Uniti d’America” per continuare a fornire aiuti, ha aggiunto. Zelensky si è recato a Londra sabato, all’indomani della sua visita alla Casa Bianca, in cui ha avuto uno scontro acceso con Trump e con il suo vice JD Vance, e domenica ha partecipato al summit sull’Ucraina organizzato dal premier britannico Keir Starmer.
Il Regno Unito avrà ruolo guida per la pace. Rubio ringrazia per aver incoraggiato Europa
Il Regno Unito avrà un “ruolo guida” per garantire la pace in Ucraina. Lo ha detto il premier britannico, Keir Starmer, parlando alla Camera dei Comuni. Domenica è stato concordato che i Paesi europei e altri Paesi alleati che siano disposti a svolgere un ruolo intensificheranno ora la loro pianificazione e il Regno Unito svolgerà un ruolo di primo piano, ha detto Starmer ai parlamentari, aggiungendo che “se necessario” questo potrebbe comportare “stivali sul terreno e aerei in volo”. È giusto che l’Europa faccia il “lavoro pesante”, ha proseguito, sottolineando però che affinché questo lavoro abbia successo è necessario “un forte sostegno da parte degli Stati Uniti”.
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ringraziato il Regno Unito e il suo segretario di Stato per gli affari esteri, David Lammy, per aver incoraggiato l’Europa a provvedere per la sua difesa e per l’impegno per raggiungere un accordo di pace in Ucraina. Lo ha reso noto il dipartimento di Stato. Durante una telefonata con Lammy, Rubio ha confermato che gli Stati Uniti sono pronti per negoziare la fine del conflitto e che continueranno a lavorare con il Regno Unito per la pace.
Bozza vertice Ue: «Tregua solo con accordo di pace»
Una tregua in Ucraina “può avvenire solo come parte di un accordo di pace comprensivo” e “qualsiasi accordo deve essere accompagnato da garanzie di sicurezza solide e credibili per l’Ucraina”. Lo si legge nell’ultima bozza di conclusioni del vertice straordinario Ue sulla difesa di giovedì prossimo. “Non ci possono essere negoziati sull’Ucraina senza l’Ucraina” e - precisa - senza l’Europa se le trattative “riguardano la sicurezza europea”. Gli sherpa continuano comunque il lavoro anche alla luce del veto sul sostegno a Kiev minacciato Budapest, che invece è pronta ad allinearsi alla posizione dei 27 sul piano di riarmo.
I 27 leader Ue, sottolineando la necessità che gli Stati membri “continuino ad aumentare in modo sostanziale la spesa per la difesa”, invitano “la Commissione a proporre ulteriori fonti di finanziamento per la difesa a livello dell’Ue, anche attraverso una maggiore flessibilità nell’uso dei fondi strutturali, e a presentare rapidamente proposte pertinenti”.
Tajani: riflettere prima di parlare di presenza militare Ue
“Prima di parlare di presenza militare europea in Ucraina bisognerà riflettere molto attentamente”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel punto stampa ad Algeri a margine della missione in Algeria. “Ho sempre detto che sarebbe meglio, finita la guerra, di dar vita magari ad una zona cuscinetto - ha ricordato Tajani - dove possa esserci una presenza militare sotto l’egida delle Nazioni Unite con una decisione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu proprio per garantire una pace giusta e duratura. Poi naturalmente ci sarà da garantire la sicurezza dell’Ucraina e garantire la sicurezza dell’intera Europa. Questo lo dobbiamo fare attraverso la Nato e si può pensare per esempio ad una sorta di articolo 5.2 che possa garantire la sicurezza dell’Ucraina anche qualora l’Ucraina non venisse a far parte della Nato”.
Starmer ai Comuni, legame con gli Usa è indispensabile
“Dobbiamo rafforzare le relazioni con gli Usa” che sono e saranno sempre “indispensabili” per la sicurezza nazionale britannica. Lo ha ribadito il premier britannico Keir Starmer riferendo in parlamento del suo vertice con Donald Trump giovedì scorso e del piano per una “pace giusta e duratura” in Ucraina emerso nel vertice euroatlantico di Londra di ieri. Starmer ha ripetuto che “nessuno avrebbe voluto vedere” lo scontro fra Trump e Volodymyr Zelensky, ma nello stesso tempo ha escluso ogni presa di distanza da Washington e ha contestato chi lo sollecita a scegliere fra l’alleanza con gli Usa e quella con i partner europei.
Usa: Europa investa in difesa per garantire sicurezza Kiev, ostilità di Zelensky incomprensibile
Gli Stati Uniti «accolgono con favore gli europei che assumono un ruolo guida nella sicurezza europea” ma il Vecchio Continente deve investire “nelle proprie capacità per poterlo fare». Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale americana Mike Waltz alla Casa Bianca sottolineando che “sia Starmer che Macron hanno dimostrato la volontà di farlo ma devono investire nella difesa per essere in grado”. “Il nostro team è pronto a lavorare con Starmer” sull’Ucraina, ha aggiunto il funzionario.
“Zelensky avrebbe potuto andarsene con una garanzia economica che avrebbe portato benefici all’Ucraina e, penso, al mondo, per una generazione. E’ davvero incomprensibile il motivo per cui abbiamo ricevuto una tale ostilità”. Lo ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale americana Mike Waltz a proposito della mancata firma dell’accordo sui minerali dopo lo scontro tra il presidente ucraino e Donald Trump nello Studio Ovale.
L’avanzata russa in Ucraina rallenta nuovamente a febbraio
L’avanzata russa in Ucraina rallenta nuovamente a febbraio. È quanto emerge da un’analisi dell’Afp sulla base di dati dell’Institute for the Study of War (Isw).
Cina: forze peacekeeping? Crisi Ucraina non creata da noi
La Cina “non ha creato la crisi in Ucraina, né è parte della crisi”. Così il portavoce del ministro degli Esteri Lin Jian, ha replicato a una domanda se Pechino invierà forze di peacekeeping in Ucraina. “Sosteniamo tutti gli sforzi favorevoli a una risoluzione pacifica della crisi e ci aspettiamo che le parti interessate trovino una soluzione sostenibile e duratura che affronti le preoccupazioni reciproche”, ha aggiunto Lin nel briefing quotidiano, secondo i media statali cinesi.
Germania: Merz vuole accordo con Scholz su difesa prima di vertice Ue
Friedrich Merz, futuro cancelliere tedesco, vuole un accordo con il capo del governo uscente, Olaf Scholz, sull’aumento delle spese per la difesa e gli aiuti all’Ucraina prima del vertice europeo di giovedì. Parlando a Berlino, il leader della Cdu ha sottolineato come ci sia “una grande urgenza” e per questo le parti dovrebbero “cercare di trovare un accordo” prima del summit Ue. Sarebbe il caso, ha sottolineato Merz, che giovedì sarà a Bruxelles per il vertice del Ppe, che lui e Scholz, presente al Consiglio europeo straordinario, dicessero “la stessa cosa”. Nei giorni scorsi, la Cdu-Csu vincitrice al voto di domenica, e la Spd hanno avviato colloqui per la formazione di una grossa coalizione.
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Segre: atterrita da Trump, con lui invaso diventa invasore
“Come vittima dell’odio, che sono stata e sono ancora, non voglio che l’America crolli”: così la senatrice a vita Liliana Segre dopo il faccia a faccia fra Donald Trump e il presidente ucraino Zelensky. “L’altro giorno - ha detto in un confronto col ministro dell’interno Matteo Piantedosi al Memoriale della Shoah - guardando la tv sono rimasta atterrita da quello che vedevo. L’invaso diventava invasore” in un “ribaltamento” iniziato da “quando è stato eletto il nuovo presidente”. Segre lo ha detto sottolineando la “grande gratitudine” per gli americani che l’hanno liberata dai campi di concentramento e poi hanno allestito ospedali da campo dove “ciascuno veniva curato con atteggiamento fraterno di generosità”.
“Che eredità ciascuno di noi lascia ai nipoti? Me lo chiedo come nonna amorevole. Che eredità, che speranza per domani, noi che siamo tuttora segnati a dito” ha detto la senatrice a vita a un convegno sulle vittime dell’odio al Memoriale della Shoah aggiungendo che “sono tantissimi gli odiatori, vigliacchi che non si presentano”.

Liliana Segre (photo Stefano Porta / LaPresse)
Von der Leyen, con piano Rearm Europe forza per costruire pace
“Sto preparando intensamente il Consiglio europeo insieme al presidente Costa. Domani informerò gli Stati membri tramite una lettera, sul piano ’Rearm Europe’. Abbiamo bisogno di un massiccio aumento della difesa senza alcun dubbio. Vogliamo una pace duratura. Ma una pace duratura può essere costruita solo sulla forza. E la forza inizia con il rafforzamento di noi stessi. E questo è lo scopo del piano che presenterò agli stati membri domani: ’Rearm Europe’”, riarmare l’Europa. Lo ha detto alla stampa la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
Media Gb, l’iniziativa di Starmer per l’Ucraina ha molti limiti
I media del Regno Unito hanno riconosciuto gli sforzi messi in campo dal premier britannico Keir Starmer per l’Ucraina, all’indomani del vertice euroatlantico di Londra, ma allo stesso tempo hanno sottolineato i grossi limiti della proposta di un piano di pace emersa dal summit.
Il Times ha elogiato l’appello del primo ministro per una “coalizione di volenterosi” rivolto agli alleati europei ma sottolineando che il potere di qualsiasi forza di mantenimento della pace sarebbe “limitato senza la potenza di fuoco degli Stati Uniti”: quindi è necessario che Starmer si concentri sull’“abbassare la tensione” e su un’intesa con Washington dopo il disastroso incontro alla Casa Bianca fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello americano Donald Trump.

1 marzo 2025, Londra, Inghilterra, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a sinistra, è abbracciato dal presidente francese Emmanuel Macron, a destra, e dal primo ministro britannico Keir Starmer, al centro, durante una riunione a margine del vertice europeo sulla difesa a Lancaster House, foto IPP/Pool /Ukrainian Presidentia/Planet Pix via ZUMA Press warning avaiaible only for italian editoria luse
Mentre la Bbc ha messo in evidenza come già oggi siano emerse le prime crepe sulla proposta di una tregua di un mese nel conflitto russo-ucraino dopo che il governo di Londra ha ammesso l’assenza di un accordo franco-britannico in merito smentendo quanto dichiarato in precedenza dal presidente Emmanuel Macron a Le Figaro. Per l’emittente pubblica del Regno Unito infatti “un’intesa sul cessate il fuoco è ancora solo un’idea”. Dubbi sono stati espressi anche dal quotidiano filo-Tory Daily Telegraph, secondo cui l’Europa è giunta “a un bivio”, e “deve adattarsi” al “disimpegno” degli Usa. Mentre per il tabloid di destra Daily Mail il premier Starmer sta affrontando “la prova definitiva” della sua abilità politica in cui deve assolutamente “mantenere gli Usa all’interno della Nato perchè, senza la potenza militare americana, garantire la sicurezza europea sarà infinitamente più difficile”.
Ue, «lettera di von der Leyen sulla difesa parte di un processo»
La lettera sulle varie opzioni sulla difesa che la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen presenterà ai leader dei Paesi Ue prima del vertice straordinario di giovedì - attesa per domani, ndr - deve essere vista come «parte della discussione». Lo ha detto la portavoce dell’esecutivo blustellato. «Darà la possibilità ai leader di esprimersi sui contenuti della lettera e la discussione sarà poi utile per la presentazione del Libro Bianco, a metà mese», ha aggiunto.
Per quanto riguarda i finanziamenti, la Commissione sta lavorando a tre livelli d’intervento: nazionale (con l’attivazione della clausola di salvaguardia in modo da poter scorporare le spese in difesa dal patto di stabilità); europeo (con la possibilità di usare fondi comunitari non spesi, ad esempio del Pnrr o dei fondi di coesione, per progetti d’impatto Ue, come lo scudo aereo); finanziario (maglie più larghe per la Bei, la creazione di una banca per il riarmamento, il completamento del mercato dei capitali con un occhio ad un mercato unico della difesa).

Ursula von der Leyen (AP Photo/Virginia Mayo) Associated Press/LaPresse
Colloquio fra ministri di Egitto e Palestina sul vertice
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha ricevuto il primo ministro e omologo palestinese Mohamed Mustafa in vista del vertice arabo straordinario di domani al Cairo sulla questione palestinese.
Come ha riferito su Facebook il portavoce del ministero egiziano, l’incontro ha riguardato le “disposizioni per la conferenza”, con un focus sulla “ricostruzione di Gaza” con i palestinesi sul proprio territorio e sul sostegno alla stabilizzazione del cessate il fuoco. E’ stata ribadita la posizione araba sulla questione palestinese, riferisce ancora il post. Abdel Aty e Mustafa hanno discusso della situazione in Cisgiordania e Gaza, oltre che della conferenza per la ricostruzione che “l’Egitto ospiterà con l’Onu”. Entrambi hanno auspicato il sostegno internazionale ai piani di ripresa per consentire ai palestinesi di “rimanere sulla propria terra” e creare uno Stato indipendente sui confini del 4 giugno 1967 con capitale Gerusalemme Est.
Guerra Israele-Hamas, le immagini del 3 marzo
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Media, Ungheria ha respinto la bozza di testo Ue sull’Ucraina
In un incontro degli ambasciatori dell’Ue di venerdì, l’Ungheria ha respinto una bozza di testo sull’Ucraina che include un ragionamento sulle garanzie di sicurezza che il blocco può fornire a Kiev, nonché un nuovo pacchetto di aiuti militari. Lo riporta Politico aggiungendo che anche il primo ministro slovacco Robert Fico ha affermato che il suo paese rifiuterà il supporto finanziario o militare a Kiev e ha liquidato l’approccio “pace attraverso la forza” dell’Occidente come irrealistico.
Tajani, «tregua di un mese? Prematuro parlarne»
“Io credo che tutto debba essere fatto insieme, Europa e Stati Uniti, sedersi a un tavolo con Ucraina e Russia per arrivare ad una pace giusta e soprattutto duratura. Quindi è ancora prematuro vedere cosa fare, come fare. Serve intanto che l’Europa sia unita per garantire l’indipendenza dell’Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Algeri commentando la proposta di Macron di una tregua di un mese in Ucraina. “Noi siamo vicini all’Ucraina, lo siamo come europei e credo che dovremo farci carico sempre della sicurezza dell’Ucraina e dell’intera Europa insieme alla Nato”, ha detto Tajani.
Cremlino, «nessun contatto Trump-Putin da rendere pubblico»
Dopo la telefonata del 12 febbraio scorso, il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin non hanno avuto “nessun contatto che debba essere reso pubblico”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda dei giornalisti in merito.
Stocker giura come nuovo cancelliere austriaco
Christian Stocker ha prestato giuramento oggi come nuovo cancelliere austriaco, alla guida di un governo di coalizione tripartito formatosi dopo cinque mesi di stallo politico dalle elezioni dell’anno scorso, vinte dal partito di estrema destra della Libertà. Lo riportano i media internazionali. Il partito di centro-destra Partito Popolare (Ovp), i Socialdemocratici (Spo) e il partito liberale Neos, il cui primo tentativo di formare una coalizione è fallito a gennaio, formeranno il nuovo governo. “Le cose belle arrivano a chi sa aspettare”, ha detto scherzando il presidente austriaco Alexander Van der Bellen durante la cerimonia.

Christian Stocker (a sinistra) con il suo vice Andreas Bablerloo (Photo by ROLAND SCHLAGER / APA / AFP) / Austria OUT
Russia: situazione per risoluzione conflitto non è facile
La situazione per la risoluzione del conflitto ucraino non è facile. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
“La situazione non è facile per quanto riguarda la risoluzione ucraina,” ha detto Peskov ai giornalisti. Oggi sono necessarie iniziative costruttive per risolvere il conflitto, ha aggiunto.
“Ci sono alcune prime linee di un eventuale piano di pace. Anche se non c’è motivo di dire che ci sia ancora un piano di pace coerente e dettagliato all’ordine del giorno”, ha detto Peskov. Ieri si è tenuto a Londra un vertice informale dei leader di diversi Paesi europei per discutere della situazione in Ucraina e della sicurezza collettiva europea. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato dopo il vertice che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina dovrebbero essere supportate dagli Stati Uniti.
Il vertice si è svolto sullo sfondo del fallimento dei colloqui tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo al processo di pace in Ucraina, che è sembrato naufragare venerdì dopo un durissimo scontro verbale nell’Ufficio Ovale. L’intensità del dibattito è aumentata quando il vice presidente J.D. Vance si è unito al colloquio per criticare aspramente il leader ucraino per la sua ingratitudine, sottolineando che Kiev stava faticando a mobilitare abbastanza reclute.
I funzionari di punta di Trump hanno chiesto alla delegazione ucraina di lasciare la Casa Bianca e hanno annullato una conferenza stampa congiunta. Trump ha annullato la firma dell’accordo sui minerali delle terre rare con Zelensky, già ratificato dal governo ucraino.
La Russia “continua il dialogo con Washington per normalizzare le nostre relazioni bilaterali” ma continua l’invasione dell’Ucraina “per raggiungere tutti gli obiettivi fissati fin dall’inizio”, ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ripreso dalla Tass.
Nuovo cavo sottomarino danneggiato, Svezia apre inchiesta per possibile sabotaggio
La polizia svedese ha aperto una inchiesta per presunto sabotaggio di un cavo sottomarino al largo dell’isola di Gotland. Ci sono stati problemi nel rifornimento di acqua all’isola nel Mar Baltico a causa del danno del cavo, ha reso noto il quotidiano Aftonbladet.
Cina attendista su Ucraina: noi non coinvolti, sosteniamo pace
Cina attendista sull’Ucraina. Stimolato nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian si è mantenuto vago in un commento sulla clamorosa lite in diretta tra il presidente Usa Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky e non si è sbilanciato sulla possibilità che Pechino invii soldati in Ucraina nell’ambito di una missione per far rispettare eventuali accordi di pace.
“Abbiamo preso atto delle notizie. La Cina continuerà a impegnarsi per una soluzione politica della crisi ucraina, per realizzare la pace e per svolgere un ruolo costruttivo”, ha detto Lin rispondendo a una richiesta di commento su quanto accaduto venerdì nello Studio ovale della Casa bianca.
Evasiva anche la risposta su un eventuale invio di peacekeeper. “La Cina - ha detto Lin - non ha prodotto la crisi ucraine, né vi è coinvolta. Sosteniamo ogni sforzo che favorisca una soluzione pacifica della crisi e attendiamo che tutte le parti interessate trovino una soluzione sostenibile e duratura che tenga conto delle reciproche preoccupazioni”.
Onu: «Preoccupa fondamentale cambio di direzione Usa»
L’Onu ha espresso seria preoccupazione per il “cambiamento fondamentale” nella direzione presa dagli Stati Uniti, “sia a livello nazionale sia internazionale”: lo ha detto oggi il responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Turk. “Le politiche volte a proteggere le persone dalla discriminazione sono ora etichettate come discriminatorie... La retorica divisiva viene utilizzata per distorcere, ingannare e polarizzare”, ha detto Turk al Consiglio per i diritti umani dell’organizzazione, condannando implicitamente il cambiamento visto da quando il presidente Trump è tornato al potere a gennaio, senza menzionarlo per nome.
Londra: «Nessun accordo Parigi-Gb sulla tregua di un mese»
“Nessun accordo” tra Parigi e Londra sulla proposta di tregua di un mese in Ucraina. Lo afferma un ministro britannico smentendo le affermazioni del presidente francese a Le Figaro, secondo il quale Francia e Gran Bretagna sono a favore di una tregua di un mese in Ucraina “nell’aria, nei mari e nelle infrastrutture energetiche”.
Il segretario di stato britannico alle forze armate ha affermato che Parigi e Londra non si sono accordati su una proposta di tregua di un mese in Ucraina. “Non c’è accordo su come sarebbe una tregua”, ha detto Luke Pollard al Times radio. “Diverse opzioni sono sul tavolo, a condizione di ulteriori discussioni con i partner americani ed europei, ma una tregua di un mese non è stata concordata”, ha detto anche un funzionario del governo britannico.
Cina: prenderemo tutte le misure legittime contro dazi Trump
La Cina prenderà “tutte le misure necessarie” per rispondere all’aumento dei dazi annunciato dal presidente Usa Donald Trump la scorsa settimana, che dovrebbero partire da domani. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli esteri cinese Lin Jian nella quotidiana conferenza stampa a Pechino.
Oggi il Global Times, una voce ufficiale del Partito comunista cinese, ha riferito che la Cina sta studiando misure di rappresaglia nei confronti del raddoppio a un totale del 20% annunciato da Trump - come strumento di pressione per fermare il contrabbando dell’oppioide fentanyl negli Usa - a partire da domani. Questi contro-dazi potrebbero interessare il settore agro-alimentare.
Lin Jian ha affermato che gli Usa strumentalizzano “la questione del fentanyl come scusa per minacciare d’imporre tariffe sui prodotti cinesi esportati negli Stati uniti” e ha sottolineato che Pechino “prenderà tutte le misure necessarie per salvaguardare fermamente i suoi interessi legittimi”.
Nyt: Trump discuterà oggi su sospensione delle armi a Kiev
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrerà alcuni alti funzionari, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, per valutare ed eventualmente adottare misure sull’Ucraina tra queste rientrano la sospensione o l’annullamento degli aiuti militari americani all’Ucraina, comprese le ultime spedizioni di munizioni e attrezzature autorizzate e pagate durante l’amministrazione di Joe Biden. Lo scrive il Nyt citando funzionari anonimi dell’amministrazione americana.
Bitcoin sale del 20% dopo l’annuncio di Trump di una riserva di crypto
Lunedì il Bitcoin è saligo di un quinto rispetto ai minimi della scorsa settimana e anche diverse altre criptovalute che, secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sarebbero state incluse in una nuova riserva strategica statunitense hanno registrato un forte rialzo.
In un post su Trtuth, Trump ha dichiarato che il suo ordine esecutivo di gennaio sugli asset digitali creerà una riserva di valute tra cui bitcoin, ether, XRP, solana e cardano.
Zelensky, “molta strada da fare per la fine della guerra”
C’è “molta strada da fare” per giungere alla fine della guerra con la Russia: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando ai giornalisti all’aeroporto di Stansted, riporta Sky News. Il capo di Stato ha ribadito che un accordo dovrà essere “onesto”, “equo” e “stabile”, con “garanzie di sicurezza molto specifiche”. Oggi l’Ucraina “non sta parlando” di alcuna concessione, ha aggiunto, perché sarebbe “sbagliato” e sta “ascoltando segnali da vari partner”. Kiev, ha sottolineato, “non riconoscerà mai i territori occupati dalla Russia come territorio russo. Per noi, queste saranno occupazioni temporanee”.
Macron: Europa fornisca garanzie di sicurezza credibili...
Il nostro timore, come ho già dichiarato a più riprese, è che ci sia un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e la Russia senza garanzie sostanziali. E’ quello che sono andato a fare a Washington lunedì scorso, ossia dire al presidente americano che avevamo già le esperienze di Minsk I e Minsk II”, ha continuato Macron.
“Ho seguito per anni questo processo - ha proseguito - con l’ex cancelliera tedesca, Angela Merkel, e se non ci sono garanzie robuste i russi le violeranno: è dunque una minaccia sia per la sicurezza dell’Ucraina sia per la sicurezza degli europei. Questa è la nostra preoccupazione fin dall’inizio: vogliamo la pace, ma non a qualsiasi prezzo. Non vogliamo la pace senza solide garanzie”.
Macron ha ribadito la proposta di un cessate il fuoco aereo, marittimo e per le infrastrutture fatta a Trump, al posto di una tregua generalizzata, perché questa sarebbe “controllabile”. E, intanto, “cristallizzeremo le discussioni sulle garanzie di sicurezza”.
Trump: “dovremmo preoccuparci meno di Putin e più di migranti e assassini”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump risponde alle critiche per la sua crescente vicinanza alla Russia sulla questione dell’Ucraina, affermando che gli Stati Uniti dovrebbero preoccuparsi “meno” di Vladimir Putin. “Dovremmo dedicare meno tempo a preoccuparci di Putin e più tempo a preoccuparci delle bande di migranti che stuprano, dei signori della droga, degli assassini e delle persone provenienti dagli istituti psichiatrici che entrano nel nostro Paese, così non finiremo come l’Europa!”, scrive Trump sulla sua piattaforma Truth Social.
Trump convocherà Hegseth-Rubio su possibile stop armi a Ucraina
Il presidente Usa Donald Trump dovrebbe convocare oggi i suoi principali collaboratori sulla sicurezza, a partire dal segretario alla Difesa Pete Hegseth e dal segretario di Stato Marco Rubio, per considerare e “probabilmente agire su” una serie di opzioni per l’Ucraina, dopo la rottura in diretta di venerdì col presidente Volodymyr Zelensky, che includono anche la possibilità di sospendere o annullare gli aiuti militari. Lo scrive oggi il New York Times.
Tra i provvedimenti che potrebbero essere sul tavolo, anche lo stop alle spedizioni finali di munizioni e attrezzature autorizzate e pagate già durante l’amministrazione Biden, ha detto un funzionario americano, che ha parlato anonimamente col giornale Usa.
Incontro re Carlo-Zelensky, durato meno di un’ora
Ieri sera è terminato, dopo meno di un’ora, l’incontro tra re Carlo e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Sandringham. Lo ha fatto sapere Buckingham Palace, sottolineando che “il presidente è stato accolto calorosamente e l’incontro è durato poco meno di un’ora”.
Zelensky, accordo su terre rare pronto per essere firmato
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che “l’accordo sulle terre rare è pronto per essere firmato”. Lo riportano il Guardian e la Bbc. Interrogato dai giornalisti sul suo viaggio alla Casa Bianca il presidente ucraino ha parlato della difficoltà di condurre trattative delicate in pubblico, precisando che quel formato “non era giusto”, poiché “i nemici possono trarre vantaggio” da eventuali disaccordi tra alleati. Zelensky ha quindi precisato di non voler parlare dell’alterco, ma di voler invece passare a colloqui “costruttivi” sul futuro. “Se siamo costruttivi, il risultato positivo arriverà”, ha affermato.
Macron: con Starmer proposto cessate fuoco d’un mese in Ucraina
Il presidente francese ha affermato che nelle prossime settimane non compariranno truppe occidentali in Ucraina. “Non ci saranno truppe europee sul suolo ucraino nelle prossime settimane. La questione è come utilizzeremo questo tempo per cercare di ottenere un cessate il fuoco a un costo accessibile, con negoziati che richiederanno diverse settimane e, solo dopo la firma della pace, il dispiegamento delle forze”, ha aggiunto, sottolineando che “non vuole una pace senza garanzie e a tutti i costi”.
Macron ha espresso fiducia anche nella ripresa del dialogo tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo la loro lite in diretta venerdì, durante la visita di Zelenskyy alla Casa Bianca. Il presidente francese ha inoltre affermato che l’investimento iniziale nel “fondo di difesa comune dell’Ue”, che si dovrebbe essere concordato durante il Consiglio europeo di giovedì, sarà di “200 miliardi di euro”.
Macron ha anche dichiarato di voler avviare le discussioni sull’“aspetto europeo” dell’uso delle armi nucleari francesi. “Chi desidera approfondire il dialogo con noi può, se necessario, essere coinvolto in esercitazioni di deterrenza. Questi scambi contribuiranno allo sviluppo di una vera cultura strategica tra gli europei”, ha osservato. Secondo Macron, l’esercito francese “potrebbe arrivare a dispiegare armi nucleari in paesi partner in cooperazione con i loro eserciti”.
