Ucraina

Il Cremlino risponde a Zelensky: aperti a negoziati diretti anche se il presidente ucraino è illegittimo

Il presidente ucraino aveva lanciato un messaggio alla Russia. Apertura a Trump sulle terre rare alle aziende americane

Aggiornato il 5 febbraio 2025, ore 12:23

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Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov risponde al presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, a tre anni dall’inizio dell’invasione russa, si è detto pronto a «negoziati diretti» con Vladimir Putin, «se questa è l’unica opzione per portare la pace ai cittadini ucraini e a non perdere vite». Zelensky ha «grossi problemi in termini di legittimità, ma nonostante questo la parte russa rimane aperta ai negoziati» con lui, ha detto Peskov, citato dall’agenzia Tass. Rispondendo alla domanda se il presidente russo Vladimir Putin consideri Zelensky un nemico, Peskov ha affermato che “non può e non deve esserci spazio per le emozioni, dovrebbe esserci spazio per l’analisi giuridica e il pragmatismo assoluto”.

Il leader ucraino aveva affermato che avrebbe accettato una «riunione con quattro partecipanti», senza tuttavia precisare quali fossero, presumibilmente Ucraina, Russia, Usa e Ue. Kiev, ha detto ancora Zelenksy, è pronta a ricevere «investimenti di aziende americane» per estrarre terre rare dal suo territorio, che ne è ricco, dopo che Trump aveva posto come condizione ottenere questi minerali in cambio delle forniture di armi americane.

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Il presidente ucraino ha inviato insomma un messaggio allo zar del Cremlino Vladimir Putin, in una intervista al giornalista britannico Piers Morgan. Zelensky ha quindi specificato: «Se slitterà l’ammissione dell’Ucraina alla Nato, dovranno essere restituite a Kiev le armi nucleari a cui aveva rinunciato nel 1994, dopo il crollo dell’Urss, in cambio delle disattese garanzie di sicurezza iscritte nel Memorandum di Budapest sottoscritto anche da Stati Uniti e Russia», ha affermato il presidente ucraino.

«Se il processo di adesione all’Alleanza si trascinerà per anni o decenni, non per colpa dell’Ucraina, ma per colpa dei suoi partner, l’Ucraina si chiede giustamente cosa proteggerà il Paese in questo tempo, quale sostegno riceveremo?. Quali armi otterremo? Ci daranno armi nucleari? Ci daranno così tanti missili da poter fermare la Russia? Quali missili possono fermare i missili nucleari della Russia?», ha chiesto Zelensky, che poi ha chiesto la restituzione dell’arsenale nucleare ucraino. «Restituiteci le nostre armi nucleari, forniteci sistemi missilistici, aiutateci a finanziare un esercito, spostate le vostre truppe in quelle parti del nostro Stato dove vogliamo che la situazione sia stabile», ha esortato.

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