Scontro alla Casa Bianca, niente firma per intesa terre rare. Trump caccia Zelensky. Repubblicani: «Zelensky cambi o vada via»
“Senza le armi americane la guerra sarebbe finita in due settimane”. È un altro passaggio del duro scambio verbale tra il presidente Usa e il leader ucraino nello Studio Ovale. “Non sei una persona sveglia”, ha detto il presidente Usa al leader ucraino, invitandolo ad “accettare il cessate il fuoco”, perché “non hai carte in mano”. Sui social, Trump ha poi insistito nell’attaccare Zelensky: “Può tornare quando sarà pronto per la pace”, ha scritto su Truth accusando il leader ucraino “di aver mancato di rispetto agli Stati Uniti”
4' min read
I punti chiave
4' min read
Da quasi accordo a rottura nel giro di mezz’ora: il colloquio fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale della Casa Bianca ha messo in scena uno spettacolo raramente testimoniato dalla diretta televisiva nella storia della diplomazia.
La lavata di capo di Trump - e del suo vice, JD Vance, in un ruolo inedito per un titolare della carica - a un Zelensky che non si aspettava un simile attacco, almeno dalle dichiarazioni precedenti all’incontro, ha portato alla mancata conferenza stampa finale fra i due Presidenti e alla mancata firma dell’accordo sulle terre rare - e, come è facile immaginare, alla piena soddisfazione di Mosca.
Trump caccia Zelensky: «Torni quando vuole la pace»
«State giocando con la vita di milioni di persone, state giocando con il rischio di una Terza Guerra Mondiale», ha detto Trump, accusando il leader ucraino di mancanza di rispetto. «O fate un accordo o noi ci chiamiamo fuori». Poi il verdetto con una dichiarazione postata su Truth: «Torni quando sarà pronto per la pace».
Il colloquio: Trump non parla di garanzie di sicurezza
Durante l’incontro Trump non ha parlato di garanzie di sicurezza - aveva dichiarato poco prima dell’incontro che «non ne sarebbero servite molte una volta firmato un accordo» - ma ha messo Zelensky davanti a quella che la Casa Bianca considera la verità obbiettiva: «Il vostro Paese è in guai grossi, non state vincendo, non state vincendo questa guerra. Stiamo cercando di risolvere un problema: non diteci cosa dobbiamo fare perché non siete nella posizione di dettarlo».
«Il problema è che io vi ho dato il potere di mostrarti un duro, e non credo che lo saresti senza gli Stati Uniti, e la vostra gente è molto coraggiosa, ma o farete un accordo o ce ne tiriamo fuori, e se ne saremo fuori dovrete combattere. Non penso che sarà bello, combatterete ma non avete in mano le carte per farlo. Una volta firmato quell’accordo, sarete in una posizione molto migliore, ma non state dimostrando alcuna gratitudine, e questa non è una bella cosa», ha concluso ribattendo di nuovo sul tasto dell’ingratitudine.
