Zignago Vetro, focus sui margini dopo gli investimenti in fabbrica
di Vittorio Carlini
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Sfruttare, attraverso la leva operativa, gli investimenti realizzati per ampliare, e rendere più efficiente, la base produttiva. È tra i focus di Zignago Vetro a sostegno della propria attività.
Il gruppo, negli ultimi 5 anni, ha realizzato oltre 200 milioni di Capex straordinari. Nel 2018 gli esborsi andranno oltre i 53 milioni (valore al 30 settembre, ultimo dato disponibile) per poi, dall’esercizio in corso, progressivamente tornare verso la media storica. Cioè: tra i 20-30 milioni di Capital expenditure. A fronte di ciò l’obiettivo della società è spingere sui volumi di vendita per fare fruttare gli investimenti e la conseguente leva operativa.
Già, la leva operativa. Ma quali i settori che possono dare maggiore spinta al business? Il giro d’affari di Zignago Vetro, alla fine del 2017, era caratterizzato dalla seguente divisione: il 43% dei ricavi è appannaggio del “Food & beverage” e il 29% della “Cosmetica e profumi”; i “Vetri speciali” pesano per il 21% mentre il restante 7% è ricondotto alla voce “Altro”. Orbene il gruppo indica che, nel medio periodo, la fotografia della divisione del fatturato non dovrebbe subire sostanziali modifiche. Vale a dire: tutti e tre i principali comparti sono previsti in aumento.
I comparti di business
Vediamo, allora, in che modo e perchè. In primis può analizzarsi il “Food & Beverage”. Qui, sia in Europa che in Italia, c’è stata la ripresa dei consumi finali che ha spinto la domanda di contenitori di vetro. Così, ad esempio, nei barattoli per i sughi o nelle bottiglie per il vino. Oltre a ciò, poi, è rilevante l’incremento della sensibilità per la tutela ambientale che spinge il consumatore a preferire l’uso del vetro in sostituzione della plastica. Non è un caso, in tal senso, che nella categoria degli yougurt il contenitore derivato dal “silicio” abbia aumentato la sua presenza. A fronte di un simile contesto nei primi nove mesi del 2018 il settore è cresciuto rispetto allo stesso periodo del 2017. E la previsione di Zignago Vetro è che l’intero esercizio sia caratterizzato dall’aumento di ricavi e redditività.
Dal “Food & Beverage” alla “Profumeria e cosmetica”. Quest’ultimo comparto, a ben vedere, è articolato in 4 aree: i profumi in senso stretto; le creme per il viso; il “make up” e, infine, gli smalti. Ebbene, rispetto al primo fronte, l’attività è in espansione. Le vendite sono aiutate, tra le altre cose, dai mercati emergenti. Positivo lo stesso andamento delle creme che, legate anche alla cura e benessere del proprio corpo, sfruttano il trend salutistico (soprattutto in Occidente). In rialzo anche il mondo del “make up” mentre è stato debole il settore degli smalti. Questi sono maggiormente sensibili alle mode e sono spesso venduti spesso in Paesi dove, a causa delle variabili geopolitiche, il potere d’acquisto è maggiormente volatile(ad esempio Turchia). Al di là, però, delle singole dinamiche Zignago Vetro sottolinea che, nei primi nove mesi del 2018, il calo negli smalti è stato più che controbilanciato dalla dinamica degli altri settori. Tanto che, analogamente al “Food & Beverage”, sull’intero scorso esercizio i “Profumi e cosmetica” sono visti in rialzo rispetto al 2017.
Infine i “Vetri speciali”. Qui è attiva Vetri Speciali Spa (di cui Zignago Vetro ha il 50%). La società, al 30/9/2018, è stata contraddistinta da risultati a duplice velocità. Il fatturato è salito del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Il Mol e l’Ebit, invece, sono rispettivamente calati del 9,8% e dell’8,3%. Con l’Ebitda margin diminuito al 29,3%. L’andamento, però, non preoccupa Zignago Vetro. Il gruppo sottolinea che si tratta di una contingenza dovuta al programmato stop tecnico di un forno della società. L’evento, è l’indicazione, da un lato ha “frenato” la lavorazione e quindi il fatturato; e dall’altro, non “congelandosi” i costi operativi del gruppo, ha inevitabilmente inciso sulla redditività. Peraltro, aggiunge sempre Zignago Vetro, nel terzo trimestre del 2018 l’Ebitda margin di Vetri Speciali Spa è risalito al 32,8%. Cioè: in quella forchetta tra il 31-33% in cui tradizionalmente si muove la marginalità aziendale. In conclusione il gruppo non vede particolari problemi e indica che, nel quarto trimestre del 2018, la ripresa della redditività è proseguita.


