Per lo zucchero prezzi in rialzo del 20% dai minimi pluriennali toccati a febbraio

Il calo della produzione europea con un crollo del 30% stimato in Francia sostiene la ripresa della quotazioni che hanno toccato i livelli più alti da ottobre 2025

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I prezzi dello zucchero “Spot Europa” e “Consegnato Centro-Nord Italia” hanno raggiunto in settembre i massimi da ottobre 2025, risultando rispettivamente in aumento del 20% e del 19% rispetto ai minimi pluriennali toccati a febbraio. Lo indica l’analisi settimanale sui mercati agricoli pubblicata da Areté che segnala come il principale fattore rialzista rimanga la contrazione della produzione 2026-27.

In Francia Agreste, il servizio statistico del ministero dell’Agricoltura, stima un calo della produzione di barbabietola del 29%, mentre in Germania Destatis riporta una riduzione delle superfici del 14%, superiore al -12% stimato dalla Commissione. Le prospettive si sono ulteriormente deteriorate con l’ultimo Mars Bulletin, nel quale a causa di siccità e temperature elevate la Commissione ha rivisto al ribasso del 7% rispetto a luglio le rese di barbabietola, ora previste inferiori del 17% rispetto al 2025 e dell’11% rispetto alla media quinquennale.

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La revisione al ribasso aumenta il rischio di un ulteriore taglio alla produzione europea di zucchero 2026-27, già prevista a minimi pluriennali. L’impatto del calo produttivo sull’offerta è in parte compensato dagli elevati livelli di scorte, che, a fine luglio, si attestavano sui massimi da oltre otto campagne. Si conferma tuttavia la prospettiva di un’Ue importatrice netta nel 2026-27 per la prima volta dal 2022-23.

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