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Zurich, Scaroni: «In Italia l’obiettivo è 2 miliardi di premi nel Danni»

L’ad del gruppo: «Puntiamo a 30 miliardi di asset under management e a una raccolta netta nel Vita nei prossimi tre anni di 600 milioni»

Bruno Scaroni, ad di Zurich Italia. (Imagoeconomica)

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Due miliardi di premi nel Danni al 2027, 30 miliardi di asset under management nel 2030 e la svolta nel Vita con almeno 600 milioni di raccolta netta positiva nei prossimi tre anni. Sono le tre direttrici di crescita attorno alle quali si muoverà Zurich in Italia avendo ben chiare le leve da attivare per centrare gli obiettivi: «Valorizzare le reti, e far crescere Zurich Bank». A spiegarlo, in questo colloquio con Il Sole 24 Ore, è l’amministratore delegato Bruno Scaroni, da poco più di 12 mesi al timone di Zurich in Italia, un Paese strategico per il Gruppo.

A poco più di un anno dall’approdo al vertice di Zurich in Italia, è possibile tracciare un primo bilancio del lavoro fatto?

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Sono stati tredici mesi intensi durante i quali ci siamo riposizionati, riorganizzati e tecnologicamente modernizzati. Venivamo da tre anni impegnativi, la compagnia aveva dovuto gestire l’acquisizione della rete dei consulenti finanziari ex Deutsche Bank e la revisione del posizionamento sul Vita. Di fatto però io sono rientrato in un contesto che già conoscevo, ho lavorato in Zurich tra il 2008 e il 2013, e questo ha indubbiamentefavorito il mio inserimento e mi ha dato la possibilità di concentrarmi sin da subito sull’attività per valorizzare il grande potenziale di Zurich in Italia. Nel corso del 2024, poi, il Gruppo, complice il fatto di essere in forte vantaggio rispetto agli obiettivi di piano che si era dato, ha deciso di fissare nuovi target. Questo ci ha portato ad alzare l’ambizione anche in Italia e a ragionare sul posizionamento e le potenzialità di Zurich nel Paese, consentendoci di definire ancora meglio il contributo che avremmo potuto dare ai nuovi obiettivi globali.

In questo contesto, qual è dunque la priorità nel Danni, segmento chiave per voi?

Puntiamo a 2 miliardi di premi al 2027, il che significa una crescita implicita compresa tra il 5 e il 10%, in scia al più 10% già registrato nel corso del 2024. Sarebbe un valore storico per Zurich Italia, una soglia mai raggiunta e che intendiamo centrare, tra l’altro, senza compromettere in alcun modo la redditività.

A che livello si colloca al momento il vostro combined ratio?

Siamo molto soddisfatti della nostra redditività nei danni, poiché ci permette di investire con fiducia nella nostra crescita futura.

Sul fronte del Vita invece quali priorità vi siete dati?

Su questo segmento negli ultimi anni abbiamo vissuto delle discontinuità organizzative e di mercato, complice il rialzo dei tassi che ha creato una seria sfida a livello di produzione e di riscatti, un po’ per tutti. Ora, a partire dal 2025, vogliamo riportare il business Vita a una raccolta netta strutturalmente positiva, monitorando anche le evoluzioni di politica monetaria; contiamo di arrivare a 600 milioni di raccolta netta nei prossimi tre anni puntando sulle eccellenze che Zurich ha a catalogo, in particolare, in ambito unit linked e protection. Sulle scelte di investimento siamo operativi con una architettura e un catalogo aperto e diamo l’opportunità ai nostri clienti di accedere alle stesse soluzioni di investimento in cui siamo presenti. E’ la strategia che chiamiamo Invest with Zurich, Invest like Zurich.

Altro tassello chiave in Italia è Zurich Bank, a che punto siete?

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Grazie alla credibilità assoluta e alla solidità senza pari che ha il gruppo di cui facciamo parte, 90 miliardi di capitalizzazione e una reputazione riconosciuta a livello globale, abbiamo ottenuto la licenza bancaria e abbiamo trasformato un ramo d’azienda in una banca, Zurich Bank. In questo percorso di trasformazione abbiamo investito tantissimo sui nostri consulenti predisponendo dei percorsi che permettessero loro di mantenere il portafoglio. Abbiamo poi dato vita ad una banca nativa digitale creando fondamenta solide per poter crescere: nel 2024 abbiamo incrementato le masse di 1,5 miliardi, oggi siamo già a 19 miliardi e intendiamo arrivare a 30 miliardi al 2030. Un target ambizioso ma che contiamo di raggiungere anche prima.

E in questo quadro come si inserisce la partnership con Deutsche Bank?

Valorizzeremo l’accordo di gruppo con Deutsche Bank, nel 2025 è previsto il rinnovo decennale.

Potreste valutare un’ulteriore crescita per linee esterne?

La nostra crescita sarà principalmente di carattere organico, punteremo sulle nostre forze, sulle nostre competenze e sulla qualità della nostra offerta. Un insieme di fattori che ci guiderà nel progetto di diventare leader nella protection, e a riguardo l’acquisizione di 4Care è coerente con le nostre priorità strategiche. Allo stesso modo vogliamo diventare leader nel mercato del commercial insurance dove già oggi superiamo i 500 milioni di portafoglio.

Sfrutterete il futuro obbligo per le imprese di proteggersi dalle catastrofi naturali con polizze ad hoc?

Per noi è una grandissima opportunità e un campo in cui siamo già all’avanguardia, è nel nostro patrimonio del gruppo gestire al meglio i rischi per le aziende.

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