JP Morgan prima grande banca Usa a lanciare la sua criptovaluta
di Pierangelo Soldavini
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Nel pieno della bolla finanziaria Jamie Dimon aveva tuonato contro le criptovalute minacciando di licenziare il primo dei suoi trader che avesse scoperto a giocare con quegli strumenti, bollati come «una truffa». Ora JP Morgan è la prima delle grandi banche di Wall Street a scommettere sulla blockchain e sulle criptovalute, con una mossa che potrebbe rivoluzionare il mondo bancario.
L’istituto ha infatti annunciato di aver creato e sperimentato con pieno successo la sua criptovaluta: il JPM Coin è basato sulla tecnologia blockchain, esattamente come il Bitcoin, e sarà utilizzato dalla banca per «il trasferimento istantaneo di pagamenti tra conti istituzionali».
Come è possibile che la più grande banca statunitense inizi a sfruttare la tecnologia del distributed ledger per il suo business? Tecnicamente il JPM Coin è una “stablecoin”, una criptovaluta legata alla parità con il dollaro. In sostanza la si può immaginare come un criptodollaro, in grado di coiniugare la garanzia di stabilità del biglietto verde, senz’altro ben diversa dall’alta volatilità del Bitcoin e delle sue “sorelle”, ai vantaggi di sicurezza e certezza della blockchain. Quando un cliente trasferisce denaro sulla blockchain proprietaria della banca, i JPM Coin (per il valore equivalente di dollari) vengono trasferiti e, nel caso, convertiti istantaneamente in dollari, riducendo al minimo il tempo di settlement dell’operazione.
La blockchain in questione è privata - permissioned, come si dice in gergo tecnico -, nel senso che l’accesso sarà consentito solo ai soggetti autorizzati dalla banca. Per il momento si tratta di un progetto ancora allo stadio di prototipo, utilizzato per operazioni B2B selezionate, ma l’intenzione della banca è di ampliarne l’utilizzo alle transazioni quotidiane tra clienti, estendendone progressivamente l’utilizzo alle altre grandi valute.
Anche Facebook nei suoi progetti di criptovaluta starebbe pensando a una stablecoin, sempre da utilizzare nell’ambito dei pagamenti.


