Reddito di cittadinanza, dall’auto alle entrate familiari ecco i possibili stop
di Giorgio Pogliotti
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Solo dal 15 aprile si avrà un primo dato dall’Inps su quante domande per reddito e pensione di cittadinanza sono state accolte e quante respinte. Allo stato attuale, secondo l’Istituto, non è possibile fare una stima, ma già sono state individuate le potenziali criticità che potrebbero portare al respingimento delle richieste. A partire dal requisito di 10 anni di residenza in Italia, di cui gli ultimi due in modo continuativo che riguarda il solo richiedente, agli indicatori patrimoniali, reddituali e relativi al possesso di beni durevoli che invece coinvolgono l’intera famiglia
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Nessun componente deve essere intestatario a qualunque titolo, o avere la piena disponibilità di auto immatricolate nei sei mesi antecedenti la richiesta, o di auto oltre i 1.600 di cilindrata o moto di oltre 250 di cilindrata immatricolate nei due anni antecedenti (escluse auto o moto per disabili), o di navi e imbarcazioni da diporto.
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Sempre tra i requisiti d’accesso, se il riferimento all’Isee sotto i 9.360 euro farà desistere gli aspiranti beneficiari che superano questa soglia, un profilo di criticità è rappresentato dal riferimento ad un valore del reddito familiare inferiore alla soglia di 6mila euro annui (moltiplicata per la scala di equivalenza a seconda del numero dei componenti). Il problema è che questo parametro non essendo esplicitamente indicato nell’attestazione Isee, va elaborato successivamente dall’Inps, e potrebbe riservare sorprese amare.

