Reddito di cittadinanza: come si calcola il taglio del 20% sulle somme non spese
di Francesca Barbieri
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Al 26 aprile sono 946.569 le domande di reddito di cittadinanza presentate: la Campania si conferma in vetta, con 160.333 richieste, seguita dalla Sicilia, con 150.590 domande. Superiori alle 80mila le richieste in Lazio, Puglia e Lombardia (rispettivamente 87.500, 83.190 e 82.696). Mentre all’estremo opposto troviamo Valle D’Aosta (1.259), Trentino Alto Adige (3.355) e Molise (5.952).
Fra i vari canali a disposizione per la presentazione, i Caf risultano quelli preferiti dai richiedenti, con 709.521 domande, seguiti dalle Poste, con 222.645 richieste, e dai patronati, tramite i quali sono state presentate 14.403 domande.
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Sul fronte invece delle pratiche “liquidate” (al 19 aprile) quasi 337mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall’Inps, superano i 300 euro. Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro.
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La somma sulla carta reddito di cittadinanza va spesa entro il mese successivo all'accredito, come previsto dal decreto legge 4/2019 (convertito dalla legge 26/2019). Ma cosa accade se non si spende tutto?
Il beneficio - dispone la legge - «è ordinariamente fruito entro il mese successivo a quello di erogazione». Sarà comunque un apposito decreto del ministero del Lavoro - da adottare entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto legge 4/2019 - a stabilire le modalità con cui, attraverso il monitoraggio dei movimenti della carta, saranno effettuate tutte le verifiche sugli importi spesi.

