«Scattata» la foto del secolo: ecco l’ombra di un buco nero
di Leopoldo Benacchio
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Tanto tuonò che piovve. Da giorni e giorni si parlava della “prima foto di un buco nero”, e alle 15.07, in una conferenza stampa trasmessa a livello planetario da varie sorgenti diverse e con diversi ospiti, è stata vista: è quella del black hole della galassia M87, distante “solo” 60 milioni di anni luce, praticamente dietro l’angolo sulla scala dell’Universo conosciuto. Dagli Usa a Bruxelles, da Monaco di Baviera a Shangai e altre città è stato annunciato nello stesso istante quello che, mentre si aprono i convegni per la ricorrenza dei 100 anni della Unione astronomica internazionale proprio nella capitale belga, pare essere un risultato assolutamente di rilievo.
Quella vista in diretta in tutto il mondo oggi non è però, come hanno detto anche gli uffici stampa dei nostri Istituti di ricerca in Fisica, forse presi dall’ansia di semplificare un argomento complesso, la prima “foto di un buco nero”. Di questo enigmatico corpo celeste non può, infatti, essere presa un’immagine, per il motivo molto semplice che non emette radiazioni, anzi le divora.
Quello che abbiamo visto, comunque di importanza eccezionale, è il cosiddetto orizzonte degli eventi, ovverosia della zona attorno al buco nero in cui finiamo di vedere segnale elettromagnetico, ovvero luce e altre radiazione di vario tipo, perché oltre quella zona entriamo nella voragine del black hole. Con un po' di pazienza possiamo intravedere comunque, nell’immagine distribuita, una zona in ombra, che è causata all’imputato principale, invisibile.
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È come ce l'aspettavamo, una specie di corona circolare, se vogliamo una ciambella, con all'interno esattamente un grosso buco da cui non si vede provenire alcuna radiazione.
