Reddito di cittadinanza, i tre motivi per cui penalizza le famiglie numerose
di Francesca Barbieri
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Nel contratto di Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega il reddito di cittadinanza era nato come beneficio erogato a prescindere dalla condizione abitativa e pari a 780 euro per una famiglia composta da una sola persona. Il costo? Almeno 17 miliardi di euro per un sussidio che sarebbe stato tra i più generosi d’Europa.
Il decretone pensioni-reddito (Dl 4/2019) - all’esame del Senato per la conversione in legge - ha invece previsto un reddito minimo di 500 euro mensili più 280 euro nella forma di contributo per l’affitto.
Prima penalizzazione: il contributo all’affitto
Questa modalità - sottolinea uno studio dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica diretto da Carlo Cottarelli - consente di ridurre il peso del reddito di cittadinanza per le finanze pubbliche per due ragioni. Da un lato, il sostegno per la casa non è erogato a tutti i destinatari della misura; dall’altro, la componente destinata all’affitto non aumenta all'aumentare dei componenti della famiglia. È questo il primo motivo per cui il reddito di cittadinanza è meno generoso nei confronti delle famiglie numerose.
PER SAPERNE DI PIÙ / Dossier reddito di cittadinanza
«Tenendo ferma la platea considerata dal decreto legge - si legge nel report curato da Andrea Gorga - anche considerando l’erogazione del supporto alla casa a tutti i beneficiari, il risparmio per le casse dello Stato è nell’ordine dei 3,5 miliardi di euro l’anno. In sostanza, con questo artificio, minori risorse vengono destinate alle famiglie numerose».



