Reti 5G, quando e come arriverà la quinta generazione in Italia
di Alessandro Longo
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Ancora poche settimane di attesa e avremo il 5G. O, almeno, ce l'avranno gli italiani che abitano nelle (poche) città dove gli operatori avvieranno commercialmente le reti quest'anno. Non si dovrà comunque aspettare ancora molto poiché i dispositivi compatibili stanno per arrivare, a quanto risulta a un'analisi degli annunci fatti finora. I primi marchi – Xiaomi e Oppo Reno – annunciano un lancio in Europa a maggio e subito dopo, per l'estate, arriveranno Samsung e Huawei. Tim prevede di lanciare il Samsung Galaxy S10 5G a inizio estate, ergo le loro reti saranno avviate al pubblico in quello stesso periodo: le due cose – disponibilità dei cellulari e delle reti – vanno assieme, per ovvi motivi di appetibilità (vendibilità) commerciale.
Il 5G però è ben più di tutto questo. A torto viene identificata con la sola mobilità. È invece una rivoluzione delle connessioni di reti, con un pacchetto di standard e tecnologie che entreranno anche sulla rete fissa banda ultra larga, l'internet delle cose; anche in situazioni, insomma, di “non mobilità” e slegate dal mondo smartphone.
Lo dimostrano tra l'altro i primi progetti concreti 5G presentati da Vodafone a marzo e poi ancora nei giorni scorsi, su Milano.
Chiariamoci quindi l'idea sui fondamentali del 5G, per capirne la portata.
Quali sono le caratteristiche pratiche principali del 5G vs il 4G
Ci sono alcuni aspetti tecnici che contraddistinguono il 5G e che avranno immediate ricadute pratiche.
•Più velocità: lo standard prevede un'evoluzione per arrivare a 10-50 Gigabit al secondo entro due anni e 100 Gigabit entro il 2025. Adesso il 4G adottato in Italia arriva a 1 Gigabit (in una ventina di città). Va detto che i modelli smartphone 5G annunciati finora vanno al massimo a 2 Gigabit (da scheda tecnica). S'intende che questa velocità potrà essere condivisa tra gli utenti connessi (in caso di normale rete cellulare) o dedicata a specifici utenti/servizi, per usi specifici (fissi/internet delle cose). Una velocità di questo tipo può consentire per esempio cloud gaming, live streaming 4K-8K.
•Meno latenza: una decina di millisecondi nei primi dispositivi e a tendere un millisecondo o meno. Latenze bassissime favoriscono contenuti live ad alta risoluzione, videochiamate-telepresenze, applicazioni critiche di internet delle cose in ambito industriale (robot iot), sanitario (telemedicina), trasporti (auto che si guidano da sole).
