Reddito di cittadinanza, un lavoratore su 4 guadagna meno di 780 euro al mese
di Francesca Barbieri
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Giovani, donne, residenti al Sud: ecco l’identikit dei lavoratori dipendenti che hanno uno stipendio annuo inferiore ai 10mila euro. Lavorano soprattutto tra hotel e ristoranti, per attività sportive e di intrattenimento, con contratti di apprendistato, stagionali, a tempo determinato. Nelle Regioni, l’incidenza maggiore è al Sud: il record va alla Calabria (45%), seguita da Sicilia, Puglia e Campania (al 40%). Una platea che guadagna meno del reddito di cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà prevista dal decreto 4/2018 e per la quale è possibile fare richieste dal 6 marzo scorso. Se consideriamo che il reddito di cittadinanza consente di arrivare a 780 euro al mese, per un anno si raggiungono i 9.360 euro netti, che corrispondono a un importo lordo di poco superiore ai 10mila euro.
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Ebbene, tra gli oltre 15 milioni di dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici) con almeno una giornata retribuita nell’anno - secondo l’osservatorio Inps riferito al 2017 - ce ne sono 2,4 milioni con una retribuzione (imponibile ai fini previdenziali), inferiore ai 5mila euro anni e 1,85 milioni tra 5mila e 10mila. In totale si tratta di 4,26 milioni di lavoratori. Di questi, secondo l’Inps, appena il 9% ha lavorato tutto l’anno, il 20% tra tre 6 e 12 mesi, il 27 tra 3 e 6 mesi e il 44% meno di tre mesi.
Se consideriamo, poi, solo i lavoratori dipendenti a orario pieno, quelli che guadagnano meno del reddito di cittadinanza sono poco più di un milione e mezzo su un totale di 10 milioni di dipendenti full-time del settore privato.
Mettendo sotto i riflettori l’intera platea dei lavoratori dipendenti “tracciata” nel database dell’Inps, dall’analisi settoriale emerge che i lavoratori che guadagnano meno del reddito di cittadinanza hanno un peso maggiore nel comparto di hotel e ristoranti, dove rappresentano il 60% di tutti i lavoratori del settore, ma anche nelle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (58%), nelle agenzie di viaggio (45%), nell’istruzione privata (37%) e nell’edilizia (29%).


