Reddito di cittadinanza, flop o successo? Ecco chi ha ragione nella guerra dei numeri
di Marzio Bartoloni
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Flop o successo? La battaglia dei numeri sul reddito di cittadinanza si è scatenata da quando l’Inps ha cominciato a fotografare la platea dei beneficiari. Dall’ultimo aggiornamento di qualche giorno fa emerge che a quasi due mesi dall’avvio sono arrivate 946.569 domande.
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Numero che però non equivale ai beneficiari effettivi che si ottengono sottraendo il 25% (il tasso di rifiuto delle richieste registrato in media finora). A conti fatti quindi i nuclei beneficiari finora sono 710mila che equivalgono a circa 1,8 milioni di italiani (numero che si ottiene moltiplicando per 2,5: la composizione media di una famiglia). Tanti o pochi?
Questo numero può considerarsi un mezzo flop se si prende in considerazione la platea sbandierata dai Cinque Stelle a cui sarebbe destinato il loro cavallo di battaglia. Da mesi si parla di una platea di 5 milioni di poveri che è stata ribadita anche dallo stesso vice premier Luigi Di Maio, durante la presentazione della prima card per il reddito di cittadinanza insieme al premier Giuseppe Conte lo scorso 4 febbraio. Una stima tra l’altro anche inferiore rispetto a quanto annunciato in passato. Quando i Cinque Stelle cominciarono a ragionare anni fa sulla possibilità di introdurre il reddito di cittadinanza si parlava addirittura di 9 milioni di italiani (per una spesa di 17 miliardi).
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