Procedura Ue, i Paesi favorevoli e quelli contrari a sanzionare l’Italia
di Andrea Carli
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Ufficialmente il “caso Italia”, dopo la decisione della Commissione europea di ritenere giustificata l’apertura nei confronti del paese di una procedura per disavanzo eccessivo causato dal mancato rispetto della regola del debito, non era all’ordine del giorno - sul tavolo il futuro bilancio dell’area euro - ma nella riunione dei 18 ministri delle Finanze della zona euro, o Eurogruppo, che si è aperta giovedì pomeriggio in Lussemburgo, il dossier è stato una sorta di “convitato di pietra”, soprattutto nel bilaterale tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis a margine della riunione.
Dopo dodici ore discussione alle prime luci dell’alba i ministri europei delle finanze hanno raggiunto un accordo sul bilancio della zona euro che avrà lo scopo di sostenere gli Stati nella convergenza economica e a migliorare la loro competitività.
In parallelo, nei colloqui tra i partecipanti al vertice riflessioni e considerazioni sul “dossier Italia” non sono mancate, come era peraltro prevedibile. Il messaggio arrivato a Tria è stato: sì al dialogo, la porta della Commissione Ue è aperta, ma servono misure sostanziali per correggere i conti per il 2019 e il 2020.
L’Eurogruppo «ha ascoltato le proposte della Commissione Ue sull’Italia e sostiene la richiesta di prendere le misure necessarie per rispettare le regole di bilancio», ha spiegato il presidente Mario Centeno. «Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte, so che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti, e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare», ha detto il commissario agli affari economici Moscovici. «Non solo la Francia ma tutto l’Eurogruppo ha preso atto delle conclusioni della Commissione e invitato ad andare avanti nel dialogo. Rimango ottimista», ha sottolineato Tria.
Tria cerca sponde per evitare apertura procedura di infrazione
Per il responsabile del Tesoro la riunione è stata l’occasione per capire chi, tra i partner europei, è disposto a spingere per trovare un accordo con il governo giallo verde, scongiurando così in extremis una prova muscolare che potrebbe condurre all’avvio di una procedura, e chi al contrario non vede di buon occhio un approccio più flessibile nei confronti dell’Italia. Il tutto nel contesto di una partita che si preannuncia in salita, con il percorso formale della procedura ormai avviato. Conte e Tria puntano invece a convincere l’Europa che gli obiettivi dell’Italia non sono troppo ambiziosi e che a fine luglio potrà vantare maggiori entrate e minori spese tali da migliorare deficit e debito.
