Raid Usa a Baghdad uccide il potente generale iraniano Soleimani
L'ordine di uccidere il generale è partito direttamente dal presidente Trump, afferma il Pentagono sottolineando che il raid punta a essere un deterrente per futuri piani di attacco iraniani
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Tensione alle stelle tra Washington e Teheran dopo l'attacco aereo notturno -secondo indiscrezioni condotto con un drone - allo scalo merci dell'aeroporto internazionale di Baghdad (Iraq) nel quale sono stati uccisi il generale iraniano Qassem Soleimani, figura chiave della strategia iraniana in Medio Oriente, e almeno altre sei persone. Tra queste, il principale comandante della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandis, consigliere di Soleimani. L'attacco ha avuto conseguenze immediate sul prezzo del petrolio, con Brent e Wti in forte crescita rispetto all'andamento degli ultimi mesi. A Teheran, decine di migliaia di persone sono scese in piazza per una manifestazione di protesta contro i "crimini" degli Usa.
Ordine diretto del presidente Trump
L'ordine di uccidere Soleimani, dal 1998 alla guida della Quds Force (corpo d'èlite delle Guardie Rivoluzionarie per le operazioni oltre i confini iraniani), è partito direttamente dal presidente Donald Trump, afferma il Pentagono sottolineando che il raid punta a essere un deterrente per futuri piani di attacco iraniani. In una nota, il deputato democratico Eliot Engel ha spiegato che i parlamentari Usa non sono stati avvertiti dell'attacco. Il raid «ha avuto luogo senza alcuna notifica o consultazione con il Congresso», recita la nota.
Ambasciata Usa: «Cittadini americani lascino l'Iraq»
A seguito dell'attacco, l'ambasciata Usa a Baghdad invita i cittadini americani a «lasciare l'Iraq immediatamente», e a raggiungere altri paesi «per via aerea dove possibile», altrimenti via terra. Nelle ultime ore, il ministro della Difesa israeliano Naftali Bennett ha invece avviato consultazioni per esaminare le ripercussioni regionali e nei confronti di Israele della uccisione di Soleimani.
Khamenei annuncia «dura vendetta»
«Una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani» ha detto la guida suprema iraniana Ali Khamenei. «Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell'attacco della notte scorsa», ha aggiunto. Khamenei ha quindi nominato il generale Esmail Qaani - già vice di Soleimani - come nuovo comandante della Forza Qods dei Pasdaran.
Rohani: «Dagli Usa atto malizioso e codardo»
Durissima presa di posizione anti Usa anche del presidente iraniano Hassan Rohani: «Gli iraniani e altre nazioni libere del mondo si vendicheranno senza dubbio contro gli Usa criminali per l'uccisione del generale Qassen Soleimani», atto «malizioso e codardo». Il «regime americano» ha poi sottolineato Rohani secondo quanto riporta l'agenzia stampa IRNA, «ignorando tutte le norme umane e internazionali, ha aggiunto un'altra vergogna al record miserabile di quel Paese», con l'effetto di rafforzare «la determinazione dell'Iran di resistere e affrontare le eccessive richieste degli Stati Uniti».


