In entrambi i casi si tratta di un accordo vantaggioso per tutti. Infatti si stimano 5 miliardi di euro in sinergie, senza contare quelle gia esistenti con Nissan. Fca in posizione di forza finanziaria rispetto ai francesi ha tanti marchi, pochi modelli per brand, è più debole sul versante delle piattaforme e non ha sottomano tecnologie chiave per l’elettrificazione mentre nella guida autonoma vanta una partnership importante con Google e Bmw.
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Al contrario il gruppo Renault, grazie anche al partner giapponese dispone di architetture modulari all’avanguardia (Cmf Common module family) che permettono di costruire vetture diverse (dai suv alle berline) di ogni marchio e con powertrain di tutti i tipi compresi quelli elettrificati (ibridi e plug-in). In pratica l’architettura Cmf e le sue derivate funziona come la celeberrima Mqb del gruppo Volkswagen. Fca, che ha fame di soluzioni costruttive per dare esecuzione al piano industriale annunciato un anno fa, avrà pane per i suoi denti. Difficilmente i risultati si vedranno i tempi brevi ma i futuri modelli Alfa Romeo (magari non il suv Tonale in corso di progettazione) potranno avere un Dna comune a modelli Renault come Kadjar o Nissan Qashqai. Ma non solo Alfa e Maserati (queste saranno solo elettrificate) potrebbero essere imparentate con le Infiniti (brand di lusso di Nissan) qualora tutta l’Alleanza partecipasse al nuovo super gruppo. In ogni caso, con la piattaforma Cnf si potranno costruire le future generazione di Jeep Renegade e la baby Renegade oppure far rinascere la Fiat Punto derivandola dalla Clio che ha da poco svelato la nuova generazione che sarà anche elettrica. E qui veniamo a un punto chiave: con le norme sulle emissioni previste (95 g/km CO2) per il 2020 o si emette poca anidride carbonica oppure si è spacciati a suon di multe. E qui la soluzione si chiama elettrificazione (ibrido, plug-in hybrid, mild hybrid, elettrico puro).
Va ricordato che Fca ha fame di piatafforme . dFca a giugno ha varato un ambizioso piano industriale con decine di modelli (soprattutto Jeep, il brand principe, ma anche Alfa Romeo). Ora per dare esecuzione al piano non basta far vedere concept car come la Fiat Centoventi o il baby suv Alfa Romeo Tonale, ma occorre fare le auto promesse. E qui servono soldi (tanti) e piattaforme. E Fca non ha le risorse economiche di un gigante come Volkswagen, che sulla piattaforma modulare Mqb ha messo 60 miliardi e sulle auto elettriche ne ha destinate un'altra quarantina e molti investimenti sono stati diretti allo sviluppo della piattaforma Meb specifica per le vetture alla spina. Appare chiaro che in un'industria automotive sempre più liquida, con gruppi cinesi, Geely in primis, le piattaforme modulari condivise sono un punto chiave. Senza non si va da nessuna parte. Il gruppo italoamericano sta “cucinando” autovetture con gli ingredienti che aveva in casa. L'unica piattaforma davvero nuova è quella che, denominata Giorgio, dà vita ad Alfa Romeo Giulia e al suv Stelvio e si vociferava potesse essere impiegata anche per modelli americani come per esempio le futura Dodge. Fca ha però fatto un vero miracolo: ha preso due piattaforme italiane, la Compact (quella della Giulietta) e la Small (quella della Punto, quindi non proprio giovane) e le ha fatte evolvere per creare un gran numero di modelli. In particolare, la Small è stata resa praticamente modulare: allungata e allargata (Small Wide) e adattata anche alla trazione integrale. Su questa piattaforma si basano Fiat 500X, Jeep Renegade, nuova Compass, Fiat 500 L e Tipo. In pratica un risultato eccellente senza spendere la fortuna che il gruppo Volkswagen ha messo sul piatto. Ma adesso serve uno salto visto che si progettano ibride e ibride plug-in e Fca al momento prevede di usare quanto ha in casa compresa la piattaforma CUSW (Compact Us Wide) per il futuro suv Tonale. Per andare avanti servono archiettetture di nuiva generazione da sviluppare in proprio o in condivisione con un alleato e fra questi si pensava potesse esserci esserci Psa o Hyundai, invece poi la scelta è caduta su Renault.
FCA-RENAULT, I NUMERI DELL’INTESA
Dati in volume, migliaia di veicoli. Fonte: dati delle case su elaborazione del Sole 24 Ore
Il gruppo Renault ha in “magazzino” le tecnologie necessarie a portata di mano per i marchi Fca, del resto la Régie nationale è stata tra i pionieri dell’auto elettrica di massa con un piano ormai lanciato mentre Nissan, con la Leaf, è il vero leader mondiale delle auto alla spina. E nella banca d’organi franco giapponese ci sono anche le soluzioni extended range (e-Power) dove un motore a scoppio (senza compiti di trazione) ricarica le batterie di quello elettrico che spinge la vettura. E non mancano tecnologie “a scaffale” per la guida assistita e per quella autonoma, compresa l’attenzione di Renault verso i robotaxi. Insomma Renault per Fca è un partner strategico (tra l’altro le due aziende sono già alleate nei veicoli commerciali) perché governa tecnologie chiave.