Indice della salute: Bolzano, Pescara e Sardegna le aree più “sane” d’Italia
di Marta Casadei e Michela Finizio
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L’incidenza delle malattie sul territorio. La possibilità di curarle attraverso i farmaci. E l’accesso alle cure e la disponibilità di personale specializzato, dall'infanzia alla vecchiaia. Oppure, la necessità di spostarsi altrove. Se il solo corpo umano è una complicata macchina con 752 muscoli e circa 260 ossa, il concetto di salute è altrettanto complesso da mettere a fuoco e valutare.
Dall’incrocio di ben 12 indicatori è nato l’Indice della salute del Sole 24 Ore che incorona Bolzano come provincia più “sana” d’Italia, seguita da Pescara, Nuoro e Sassari. E, di contro, assegna la maglia nera a Rieti, con Alessandria e Rovigo rispettivamente penultima e terzultima tra le 107 province. Milano, Cagliari e Firenze sono le uniche grandi città nella top ten.
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Una fotografia complessa. La classifica finale - seconda tappa di avvicinamento all’edizione della Qualità della Vita 2019, nel trentesimo anniversario dell’indagine che misura i livelli di benessere del territorio - è il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei singoli indicatori. Che, a loro volta, incarnano tre aspetti fondamentali della salute: performance demografiche registrate negli ultimi anni (ad esempio, l’incremento della speranza di vita alla nascita); fenomeni socio-sanitari (come la mortalità annua per tumore e per infarto e il consumo di farmaci); livelli di accesso ai servizi sanitari (dall'emigrazione ospedaliera alla disponibilità di posti letto e di medici). I dati più positivi, in generale, arrivano dalle province del Trentino Alto Adige, seguite dalla Sardegna e dalla Lombardia, mentre le performance più negative, sempre su base regionale, sono quelle di Lazio, Basilicata e Campania. Stringendo il focus, emergono alcuni singoli primati.

